
Anche la scoperta della prima Tangentopoli partì da un’inchiesta sul racket dei funerali. Coinvolto, nel 1992, lo stesso Sciannameo il cui nome è entrato oggi nella nuova indagine sul business dei cimiteri.
Sì, proprio Mario Sciannameo, l’amico di Mario Chiesa indagato numero uno di Mani pulite. A essere arrestati, oggi, sono il dirigente comunale Luigi Balladore e la sua assistente Carla Ferrari, detta “la zarina”.
Sì, proprio Mario Sciannameo, l’amico di Mario Chiesa indagato numero uno di Mani pulite. A essere arrestati, oggi, sono il dirigente comunale Luigi Balladore e la sua assistente Carla Ferrari, detta “la zarina”.
A ottobre, li aveva preceduti nel carcere di Opera il ras dei funerali a Milano: Alcide Cerato, delle pompe funebri San Siro.
Subito iniziò una strana processione: a fargli visita in cella andò il presidente della Regione Roberto Formigoni, che si trattenne a lungo; seguirono il parlamentare Pdl Giancarlo Abelli, già re della sanità in Lombardia, poi Massimo Ponzoni e Stefano Maullu di Forza Italia, Matteo Salvini della Lega e tanti altri... Visitare i carcerati è, nella pietà cristiana, la sesta opera di misericordia corporale. La settima è seppellire i morti.
Quelle visite in carcere valevano doppio.
Che cosa avrà detto, in quasi due ore di colloquio, Formigoni a Cerato?
Parole di sostegno cristiano, certamente.
Ma è curioso che nessuno abbia rilevato almeno l’inopportunità politica di quella visita. Che spiega anche perché dalla nuova inchiesta non partirà una nuova Mani pulite: oggi nessuno è “mariuolo”, i politici danno immediato sostegno a chi disgraziatamente cade nella rete delle indagini; e gli imprenditori, così amorevolmente sostenuti, stanno zitti.
A restare con il cerino in mano sono solo alcuni funzionari sfortunati o troppo avidi. Domani comunque, senza intercettazioni, non ci saranno più neanche le indagini.Non solo nel settore dei cimiteri. La sanità resta la grande riserva di caccia di chi si muove sul confine tra la politica e gli affari.
Dalle “ricette d’oro” (1997) alla “clinica degli orrori” (2008), fino alle cartelle sanitarie truccate del Galeazzi (oggi) c’è un’interminabile litania di scandali che ha chiamato in causa tutti i santi del calendario. San Carlo (otto arresti), San Siro-San Donato (centinaia di cartelle cliniche falsificate), San Pio X (centinaia d’interventi di chirurgia estetica praticati su malati di Aids), San Raffaele-Ville Turro (due medici arrestati).
E poi Sant’Ambrogio, Santa Rita... Ogni volta ci sono fatture gonfiate, dichiarazioni false, piccoli interventi chirurgici fatti passare per operazioni più grosse, oppure interventi pagati ma mai fatti, o eseguiti ma del tutto inutili e a volte anzi dannosi. È mai possibile che la Regione, i suoi tecnici, i suoi politici, il suo autorevole presidente non riescano a vedere che la patologia è diventata normalità, con storie che si ripetono all’infinito?
Poi c’è l’urbanistica.
Sequestrato il grattacielo di Ligresti in costruzione in via De Castillia.
Inchiesta sullo smaltimento rifiuti dei cantieri CityLife.
Arresti per la bonifica dell’area Santa Giulia. E il grattacielo che sarà la nuova sede della Regione – la piramide che celebrerà la gloria del suo presidente – nasce con l’imprinting delle mazzette, con l’ombra di tangenti sugli appalti gestiti da Regione e Impregilo. Infine c’è la gestione per lo meno poco convincente di alcune partite dell’amministrazione comunale di Milano, dalle consulenze decise dal sindaco Letizia Moratti alla scelta di giocare i soldi dei milanesi alla roulette dei derivati. E l’ombra delle cosche sugli appalti dell’Expo.
A vederli tutti in fila, questi scandali, viene da pensare che una nuova Tangentopoli, o come diavolo oggi la si voglia chiamare, si è già impiantata nella carne della città. Ma questa volta non ci sarà una nuova Mani pulite.
Fonte: La Repubblica 7 febbraio 2009



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