
Bloccata la richiesta del prefetto.
L’opposizione: proteggono esponenti pdl
Interrogazione parlamentare dopo l’inerzia seguita alla relazione
Di Alberto Custodero
Di Alberto Custodero
Roma: «Sono emerse chiaramente le connessioni fra la famiglia di Tripodo Domenico - boss tra i boss napoletani in contatto coi Casalesi, con la 'ndrangheta, con figure apicali di cosa nostra - e soggetti legati per via parentale anche a figure di vertice del comune di Fondi». Era l'8 settembre del 2008 quando il prefetto Frattasi di Latina spediva al ministro dell'Interno Roberto Maroni una relazione segreta sulla presenza di Gomorra a Fondi, con la richiesta di scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa.
Da quella relazione riservata che Repubblica è oggi in grado di pubblicare, emergono «l'inosservanza sistematica della normativa antimafia del comune». E «le gravissime violazioni dell'aministrazione fondiana, che, unite all'agevolazione di interessi economici di elementi contigui alla criminalità organizzata o da considerare ad essa affiliati, conferiscono al quadro di insieme una pericolosità tale da dover essere fronteggiata col commissariamento».
Da quella missiva al Viminale emerge pure come il comune amministrato dal sindaco ex forzista Luigi Parisella - a capo di una coalizione di centrodestra più l'Udc - «abbia agevolato interessi economici di Salvatore La Rosa, già sottoposto a misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, considerato affiliato al clan Bellocco di Rosarno». Il titolare del Viminale ha trasmesso al consiglio dei ministri la richiesta di scioglimento a febbraio. Da allora sono stati sciolti due comuni, Rosarno in Calabria e Villa Literno, nel Casertano.
Ma la pratica-Fondi, feudo elettorale del senatore forzista Claudio Fazzone, ora coordinatore provinciale del Pdl di Latina, è rimasta bloccata.E così la richiesta del prefetto Frattasi ferma a Palazzo Chigi è diventata un caso politico per l'insorgere dei parlamentari del Pd. In un'interrogazione i deputati democratici Marco Minniti, Gianclaudio Bressa e Laura Garavini chiedono al premier «quali siano le motivazioni per cui non si sia ancora provveduto a sciogliere Fondi». La situazione ordine pubblico in quel comune, sottolineano i deputati dell'opposizione, s'è infatti aggravata a tal punto che «negli ultimi giorni ci sono stati attentati incendiari e azioni intimidatorie a danno di imprenditori di Fondi riconducibili ad un'ulteriore recrudescenza dell'offensiva della criminalità organizzata sul territorio».
La vicenda Fondi offre ora l'occasione all'opposizione per smascherare la doppia faccia del governo in tema di sicurezza. «Finchè si tratta di scaricare sugli stranieri presunte colpe sulla sicurezza in Italia - commenta Laura Garavini - il governo dimostra il suo pugno duro. Di fronte invece al nodo mafia-politica, dove emergono coinvolgimenti di propri esponenti, altro che pugno duro». Nella relazione riservata al Viminale il prefetto di Latina, dopo aver descritto Fondi come «luogo strategico per l'integrazione fra diverse organizzazioni di tipo mafioso», punta l'indice sul primo cittadino del Pdl.
L'«accesso» effettuato al comune, scrive infatti Frattasi, «ha evidenziato un quadro complesso che riguarda senz'altro la figura del sindaco Parisella, di alcuni esponenti consiliari di maggioranza, nonché della stessa macchina amministrativa che in tutte le sue articolazioni risulta interessata da illegittimità gravissime quanto diffuse». «E' stata accertata - si legge nella relazione top secret - la contiguità del Tripodo con Parisella, intervenuto personalmente per "accreditarlo" presso l'amministrazione in relazione a lavori di pulizia sebbene il comune disponesse già di una impresa che svolgeva quel servizio». «Il sindaco Parisella - conclude il prefetto - con lettera a sua firma, ha conferito l'incarico di revisore dei conti del progetto europeo Equal a Maria Rosa Garruzzo, figlia di Vincenzo, tratto in arresto per usura aggravata da modalità di tipo mafioso»
Fonte: La Repubblica del 22/05/2009
Fonte Web: Diritti globali



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