
Di Ivan Eotvos
Latina: Il sindacato dei Prefetti (Sinpref) attraverso il suo presidente, Giuseppe Forlani, manda un messaggio di vicinanza e solidarietà al collega prefetto di Latina Bruno Frattasi, in prima linea contro la lotta alla criminalità. Un messaggio chiaro dove si chiede anche la sospensione del comune di Fondi in attesa della decisione del governo.
Ormai è cosa nota, sarebbe pleonastico riferire nel dettaglio dei numerosi rinvii, degli annunciati ricorsi e contro ricorsi, le dichiarazioni al vetriolo, le polemiche, le richieste d'indagine sugli inquirenti. La questione Fondi non è stata fino ad ora una di quelle che sono state trattate con i guanti bianchi dalla stampa e dalla politica.
Eppure, un punto fermo in questa vicenda rimane. Rimane l'impressione che il caso Fondi, un comune che doveva essere sciolto per infiltrazione camorristica (almeno questa era l'opinione dello stesso Ministro Maroni fino a poco tempo fa), sia sta trattato in una maniera molto particolare dalle colonne dei giornali, dai servizi televisivi e dall'agenda politica e sia sparita una cosa molto importante. Da questa vicenda di Camorra è sparita la Camorra. E scusate se è poco. Sembrano lontani infatti i tempi in cui si parlava delle estorsioni, di ricatti e di associazioni per delinquere, senza parlare degli incendi notturni.
Ci si dimentica che questa vicenda non è cominciata nelle soporifere aule consiliari dove fino ad un ora prima dell'insediamento della commissione d'accesso si parlava (in maniera bi-partisan) di "prevenzione" bensì, è figlia di lunghe notti di paura, di incendi notturni, di minacce e ore di commissariato.
L'operazione "Damasco" non ha l'aria di essere una operazione politica, ma la politica ha preteso il suo primato anche nei confronti della cronaca dei fatti. Così chi è per lo scioglimento deve essere di Sinistra e chi non lo è deve essere di Forza Italia (o Pdl che dir si voglia, tanto nella nostra provincia si è ben dimostrato che ci sono ancora Forza Italia e An). In tutto questo, siamo in un Paese dove se la Roma domani vende Totti ci si può aspettare una rivolta globale ma se un Prefetto, con la solidarietà di tutta la sua categoria e con il parere favorevole del "Super-Ministro" Maroni cerca di fare il suo dovere, gli viene detto che deve starsene a cuccia tranquillo finché non entra in vigore una nuova norma che lo smentisca. Il tutto mentre altri due comuni e una amministrazione sanitaria vengono sciolti e commissariati in questi giorni. Il tutto nel silenzio della cosiddetta "società civile", spesse volte raccolta in pseudo organizzazioni di "opinione" che tutto fanno tranne che opinione, dietro ai tavolini dei caffè, parlando dei grandi sistemi dello Stato e auspicando cambiamenti di rotta verso il liberalismo, il comunismo o il fascismo a secondo del caso o delle condizioni climatiche.
Chi scrive ci crede fermamente, crede che un inquirente non si mette a fare una indagine e non smobilita un complesso organismo di inchiesta senza prove solo perché si annoia. Crede che della camorra a Fondi forse se n'è parlato pochino. Per quel poco che conta, lo scrivente si espone nel dedicare la propria solidarietà con il Prefetto di Latina Bruno Frattasi, perché (a torto o a ragione sarà il tempo a dirlo) sono convinto che la sua sia una causa che rimane nel merito del diritto, della giustizia e della fermezza. Il web (quasi l'unica piazza che ci è rimasta) è stato solidale con il Prefetto con gruppi di facebook per dimostrare la propria solidarietà ma i fatti dimostrano che su facebook si può fare tutto con un click, senza fatica, senza rischio e senza coscienza. Alla cittadinanza non dovrebbe essere richiesta la fatica (ne facciamo già tanta per tirare avanti) o il rischio (chi prende la Pontina per andare a lavorare rischia già abbastanza) ma la coscienza, quella no, non si può proprio perdere.
Fonte:Parvopolis
Ormai è cosa nota, sarebbe pleonastico riferire nel dettaglio dei numerosi rinvii, degli annunciati ricorsi e contro ricorsi, le dichiarazioni al vetriolo, le polemiche, le richieste d'indagine sugli inquirenti. La questione Fondi non è stata fino ad ora una di quelle che sono state trattate con i guanti bianchi dalla stampa e dalla politica.
Eppure, un punto fermo in questa vicenda rimane. Rimane l'impressione che il caso Fondi, un comune che doveva essere sciolto per infiltrazione camorristica (almeno questa era l'opinione dello stesso Ministro Maroni fino a poco tempo fa), sia sta trattato in una maniera molto particolare dalle colonne dei giornali, dai servizi televisivi e dall'agenda politica e sia sparita una cosa molto importante. Da questa vicenda di Camorra è sparita la Camorra. E scusate se è poco. Sembrano lontani infatti i tempi in cui si parlava delle estorsioni, di ricatti e di associazioni per delinquere, senza parlare degli incendi notturni.
Ci si dimentica che questa vicenda non è cominciata nelle soporifere aule consiliari dove fino ad un ora prima dell'insediamento della commissione d'accesso si parlava (in maniera bi-partisan) di "prevenzione" bensì, è figlia di lunghe notti di paura, di incendi notturni, di minacce e ore di commissariato.
L'operazione "Damasco" non ha l'aria di essere una operazione politica, ma la politica ha preteso il suo primato anche nei confronti della cronaca dei fatti. Così chi è per lo scioglimento deve essere di Sinistra e chi non lo è deve essere di Forza Italia (o Pdl che dir si voglia, tanto nella nostra provincia si è ben dimostrato che ci sono ancora Forza Italia e An). In tutto questo, siamo in un Paese dove se la Roma domani vende Totti ci si può aspettare una rivolta globale ma se un Prefetto, con la solidarietà di tutta la sua categoria e con il parere favorevole del "Super-Ministro" Maroni cerca di fare il suo dovere, gli viene detto che deve starsene a cuccia tranquillo finché non entra in vigore una nuova norma che lo smentisca. Il tutto mentre altri due comuni e una amministrazione sanitaria vengono sciolti e commissariati in questi giorni. Il tutto nel silenzio della cosiddetta "società civile", spesse volte raccolta in pseudo organizzazioni di "opinione" che tutto fanno tranne che opinione, dietro ai tavolini dei caffè, parlando dei grandi sistemi dello Stato e auspicando cambiamenti di rotta verso il liberalismo, il comunismo o il fascismo a secondo del caso o delle condizioni climatiche.
Chi scrive ci crede fermamente, crede che un inquirente non si mette a fare una indagine e non smobilita un complesso organismo di inchiesta senza prove solo perché si annoia. Crede che della camorra a Fondi forse se n'è parlato pochino. Per quel poco che conta, lo scrivente si espone nel dedicare la propria solidarietà con il Prefetto di Latina Bruno Frattasi, perché (a torto o a ragione sarà il tempo a dirlo) sono convinto che la sua sia una causa che rimane nel merito del diritto, della giustizia e della fermezza. Il web (quasi l'unica piazza che ci è rimasta) è stato solidale con il Prefetto con gruppi di facebook per dimostrare la propria solidarietà ma i fatti dimostrano che su facebook si può fare tutto con un click, senza fatica, senza rischio e senza coscienza. Alla cittadinanza non dovrebbe essere richiesta la fatica (ne facciamo già tanta per tirare avanti) o il rischio (chi prende la Pontina per andare a lavorare rischia già abbastanza) ma la coscienza, quella no, non si può proprio perdere.
Fonte:Parvopolis



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