mercoledì 19 maggio 2010

Mezzogiorno, Pino Aprile racconta un sud costantemente depredato

«Quando le menti migliori e più intraprendenti della tua terra sono state costrette a prendere il largo due cose rimangono: la criminalità e la pubblica amministrazione»

«Non potevo immaginare che l’Italia unita facesse pagare più tasse a chi stentava e moriva di malaria nelle caverne dei Sassi di Matera, rispetto ai proprietari delle ville sul lago di Como», scrive Pino Aprile nel suo “Terroni - tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali”. Oggi potremmo dire che è difficile immaginare come l'attuale esecutivo, privo di una adeguata presenza meridionale, possa destinare i fondi Fas (fondo aree sottoutilizzate) al Nord e non al Sud. Buona parte della storia dell'Italia unità è una successione di piccole truffe, morali e non, ai danni del Mezzogiorno. Il leghismo è solo l'ultimo alibi. (intervista a Pino Aprile autore del libro “Terroni”)


Per capire i rischi che si corrono con un federalismo fiscale immaginato e disegnato solo dalla Lega occorre studiare un po' di storia. Il pericolo è scoprire che il leghismo è solo l'ultima versione aggiornata di una politica a trazione settentrionale. Non è solo storia di savoiardi e camice rosse contro la resistenza dei briganti, che peraltro qualcuno oggi definirebbe anche questo come “terrorismo”. Ma il vero colonialismo è nato dopo, sul terreno dell'economia e delle politiche fiscali. A tal proposito Pino Aprile è una enciclopedia vivente sui 150 anni di costante trasfusione di risorse e investimenti dal meridione verso il nord. Autore di “Terroni - tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali” racconta come poco dopo l'unità era maggiormente tassata una cava di pietre a Matera rispetto una villa sulla lago di Como. E le sortite antimeridionali in tema di creazione di disparità infrastrutturale, economico e sociale, sono nate molto prima di Umberto Bossi. «Questi non devono essere mai più in grado di intraprendere» disse riferendosi alle regioni del Sud Carlo Bombrini, primo governatore della Banca d'Italia. Bombrini fondò l'Ansaldo a Sampierdarena, poco male, ma per far diventare la sua azienda leader diede il colpo di grazia alle acciaierie calabresi che fino ad allora competevano in termini di tecnica e volumi di produzioni con le fabbriche di sua maestà del Regno Unito. Magari a Sud sarebbe nato un capitalismo un po' più umano se questo non fosse stato privato del corso giusto della storia. «Quando tutto ti è tolto, quando le menti migliori e più intraprendenti della tua terra sono state costrette a prendere il largo, due cose rimangono: la criminalità e la pubblica amministrazione», racconta Pino Aprile mischiando la storia personale della propria famiglia con quella di una macroregione: il meridione d'Italia.


Una storica fiscalità di svantaggio
Oggi cinque milioni di emigranti sembrerebbero poca cosa. Sono una persona su quattro se si tiene conto che nel dopoguerra la popolazione a Sud contava venti milioni di persone. «A partire sono sempre gli elementi più acculturati e dinamici di una famiglia». Sempre nel dopoguerra i denari del piano Marshall, come i risarcimenti dei danni bellici, sempre al nord finirono. «I danni al Sud, ma il risarcimento al Nord», racconta Aprile nel valutare come l'85% delle centrali elettriche a sud di Roma erano distrutte mentre solo il 12% al nord. A dirottare gli investimenti al settentrione fu Angelo Costa, presidente di Confindustria per l'intero decennio dopo la seconda guerra mondiale. Spiegò al Governo come era inutile spendere soldi per raccogliere macerie ma che conveniva investirle nei settori produttivi che, guarda caso, andavano dal Po in su. Una prese di posizione che «fece venire le lacrime agli occhi anche ad un uomo di legno d'ulivo qual'era Giuseppe Di Vittorio». Con questi pochi esempi si capisce come la depredazione dei fondi Fas (fondo aree sottoutilizzate, non fondo aree settentrionali) dalle regioni meridionali per le quote latte degli allevatori del nord o per l'expo di Milano sia solo il normale proseguimento di politiche a sfondo razzistico economico. Per avere un nord tocca avere un sud. Per avere una area sviluppata tocca averne una sottosviluppata. Per avere una Lega Nord non tocca avere una Lega Sud, tocca avere lungimiranza e buona politica.

(alessandro di rienzo)2010-05-18
Fonte foto: ami

Fonte:Ami
.
Leggi tutto »

«Quando le menti migliori e più intraprendenti della tua terra sono state costrette a prendere il largo due cose rimangono: la criminalità e la pubblica amministrazione»

«Non potevo immaginare che l’Italia unita facesse pagare più tasse a chi stentava e moriva di malaria nelle caverne dei Sassi di Matera, rispetto ai proprietari delle ville sul lago di Como», scrive Pino Aprile nel suo “Terroni - tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali”. Oggi potremmo dire che è difficile immaginare come l'attuale esecutivo, privo di una adeguata presenza meridionale, possa destinare i fondi Fas (fondo aree sottoutilizzate) al Nord e non al Sud. Buona parte della storia dell'Italia unità è una successione di piccole truffe, morali e non, ai danni del Mezzogiorno. Il leghismo è solo l'ultimo alibi. (intervista a Pino Aprile autore del libro “Terroni”)


Per capire i rischi che si corrono con un federalismo fiscale immaginato e disegnato solo dalla Lega occorre studiare un po' di storia. Il pericolo è scoprire che il leghismo è solo l'ultima versione aggiornata di una politica a trazione settentrionale. Non è solo storia di savoiardi e camice rosse contro la resistenza dei briganti, che peraltro qualcuno oggi definirebbe anche questo come “terrorismo”. Ma il vero colonialismo è nato dopo, sul terreno dell'economia e delle politiche fiscali. A tal proposito Pino Aprile è una enciclopedia vivente sui 150 anni di costante trasfusione di risorse e investimenti dal meridione verso il nord. Autore di “Terroni - tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali” racconta come poco dopo l'unità era maggiormente tassata una cava di pietre a Matera rispetto una villa sulla lago di Como. E le sortite antimeridionali in tema di creazione di disparità infrastrutturale, economico e sociale, sono nate molto prima di Umberto Bossi. «Questi non devono essere mai più in grado di intraprendere» disse riferendosi alle regioni del Sud Carlo Bombrini, primo governatore della Banca d'Italia. Bombrini fondò l'Ansaldo a Sampierdarena, poco male, ma per far diventare la sua azienda leader diede il colpo di grazia alle acciaierie calabresi che fino ad allora competevano in termini di tecnica e volumi di produzioni con le fabbriche di sua maestà del Regno Unito. Magari a Sud sarebbe nato un capitalismo un po' più umano se questo non fosse stato privato del corso giusto della storia. «Quando tutto ti è tolto, quando le menti migliori e più intraprendenti della tua terra sono state costrette a prendere il largo, due cose rimangono: la criminalità e la pubblica amministrazione», racconta Pino Aprile mischiando la storia personale della propria famiglia con quella di una macroregione: il meridione d'Italia.


Una storica fiscalità di svantaggio
Oggi cinque milioni di emigranti sembrerebbero poca cosa. Sono una persona su quattro se si tiene conto che nel dopoguerra la popolazione a Sud contava venti milioni di persone. «A partire sono sempre gli elementi più acculturati e dinamici di una famiglia». Sempre nel dopoguerra i denari del piano Marshall, come i risarcimenti dei danni bellici, sempre al nord finirono. «I danni al Sud, ma il risarcimento al Nord», racconta Aprile nel valutare come l'85% delle centrali elettriche a sud di Roma erano distrutte mentre solo il 12% al nord. A dirottare gli investimenti al settentrione fu Angelo Costa, presidente di Confindustria per l'intero decennio dopo la seconda guerra mondiale. Spiegò al Governo come era inutile spendere soldi per raccogliere macerie ma che conveniva investirle nei settori produttivi che, guarda caso, andavano dal Po in su. Una prese di posizione che «fece venire le lacrime agli occhi anche ad un uomo di legno d'ulivo qual'era Giuseppe Di Vittorio». Con questi pochi esempi si capisce come la depredazione dei fondi Fas (fondo aree sottoutilizzate, non fondo aree settentrionali) dalle regioni meridionali per le quote latte degli allevatori del nord o per l'expo di Milano sia solo il normale proseguimento di politiche a sfondo razzistico economico. Per avere un nord tocca avere un sud. Per avere una area sviluppata tocca averne una sottosviluppata. Per avere una Lega Nord non tocca avere una Lega Sud, tocca avere lungimiranza e buona politica.

(alessandro di rienzo)2010-05-18
Fonte foto: ami

Fonte:Ami
.

Nessun commento:

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India