domenica 30 maggio 2010

Giorno dopo giorno… (sulle considerazioni “Le basi di massa” di N. Zitara)



Di Andrea Balìa


Ogni volta che apro il sito dell’amico Mino Errico www.eleaml.org ho la speranza recondita di trovare un articolo, un pezzo – come si dice con un termine non proprio bello – del maestro.

Ne ho letti tanti, oltre ai suoi libri e alle sue analisi, ma la mia voglia, la curiosità ed il rispetto con cui potermi approcciare a nuove ed ulteriori sue riflessioni non è appagato. Ovviamente dicendo maestro non posso che rivolgermi a Nicola Zitara. Maestro è un appellativo importante e delicato che va usato con parsimonia e dandogli il giusto peso, in quanto credo che nella vita d’ognuno di noi – se vi fermate a riflettere – ce ne sono davvero pochi, talvolta pochissimi che possano meritarlo. Ebbene anche per il sottoscritto è così, e Zitara è fuor di dubbio uno dei miei pochi maestri che ha forgiato le mie convinzioni sul meridionalismo.

Di conseguenza anche l’ultimo pezzo “le basi di massa” ha soddisfatto la mia sete di leggere sempre nuove ed ulteriori riflessioni del maestro. Egli sottolinea come, essendo il Sud il mercato più vicino, comodo ed interno, per le merci del Nord, probabilmente quest’ultimo non ha alcun interesse secessionista, se non quello di spremere il limone sino in fondo.

Considerazioni condivisibili, come quelle per cui le piccole formazioni meridionaliste lavorano molto e, forse troppo essenzialmente, su internet mentre egli sollecita e invita a lavorare molto sul territorio, nel piccolo, quasi in una missionaria operazione che fa tornare alla memoria i metodi e gli albori del Partito Comunista.

Caro Maestro volevo tranquillizzarla : premettendo che non va sottovalutato il peso di internet (basti pensare al successo del Movimento a 5 Stelle di Grillo, con ormai circa 60 – tra assessori e consiglieri – in Italia, e percentuali anche tra il 6 e il 7% alle ultime votazioni regionali, costruito quasi tutto in rete), la strada che Lei indica è ciò che il Partito del Sud e il sottoscritto stanno attuando. Da pochi mesi sono nel Direttivo Nazionale ed ho l’incarico di Responsabile Regionale in Campania, e il lavoro che viene portato avanti è proprio questo : incontri e contatti giornalieri con singoli (iscritto su iscritto), divulgazione di testi, partecipazione frenetica a convegni e conferenze, raccolta e diffusione di rassegna stampa mirata, commenti, richieste e critiche con e mail e telefonate a giornali e tv su trasmissioni faziose, citazioni errate e tendenziose, partecipazione a cortei e manifestazioni, laboratori informativi e coinvolgimenti di associazioni civiche ammirevoli ma talvolta dispersive. La ri/strutturazione del Partito con apertura di sempre nuove sedi e sezioni, registrazione dello statuto aggiornato e un ordinato tesseramento, superando superficialità e pressappochismo della prim’ora. Oltre al lavoro d’aggiornamento e informazione dei nostri siti e blog (4), alla gestione su Facebook, e al continuo e faticoso contatto, in cerca di convergenze, perché la famiglia meridionalista cresca unitariamente, dove è possibile.

Insomma un lavoraccio, ma nel segno di quanto da Lei auspicato!

E qualche risultato che ci ripaghi e vada nel segno giusto c’è : il Partito del Sud è presente in 11 regioni con iscritti (in continua e incoraggiante crescita, anche d’imprenditori, specie negli ultimi mesi), un comune ormai conquistato – come Gaeta - con le comunali del 2007, vincendo quelle elezioni col 57%, assieme alla lista civica del Sindaco Raimondi, e governando con successo contro i partiti istituzionali; la presenza in visibilità in diverse tornate elettorali (non ultima, coraggiosamente, in quel famigerato comune di Casale di Principe – unico partito e lista non inquisita e con esito al momento bloccato dalla magistratura), partecipazione e inviti a diverse trasmissioni su Tv locali. La citazione di Pino Aprile da Gad Lerner su La7 (ad una seconda e più decente puntata ottenuta dopo le valanghe di nostre proteste) che avverte Lombardo che il Partito del Sud già esiste, come egli più volte nomina nel suo successo “Terroni”.

L’apertura di 2 Supermercati Comprasud in Sicilia e il prossimo a giorni a Udine, cui seguiranno molti altri nei prossimi 12/24 mesi.

E infine la causa ai Savoia, deliberata dal Comune di Gaeta, tutt’ora in essere, come riportato da giornali e alcuni telegiornali nazionali, e su cui il nostro Presidente Antonio Ciano ha ricevuto una lunga intervista in prima pagina su Le Monde.

Credo che molto di più non si possa al momento!

Che poi la soluzione ottimale e finale la si possa individuare in un nuovo Stato del Sud, nulla in contrario. Al momento riteniamo importante che il Sud inizi ad avere una rappresentatività politica vera (e non “pezzottata” come quelle proposte da scafati politici siciliani), che sia riconosciuta nel panorama politico e in cui i meridionali possano riconoscersi.

Poi che Dio ci aiuti e indirizzi i suoi sguardi benevoli sui nostri figli, cui speriamo - sul suo esempio - almeno di lasciare una memoria non dispersa ed una strada da proseguire per il riscatto finale del Sud.

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Di Andrea Balìa


Ogni volta che apro il sito dell’amico Mino Errico www.eleaml.org ho la speranza recondita di trovare un articolo, un pezzo – come si dice con un termine non proprio bello – del maestro.

Ne ho letti tanti, oltre ai suoi libri e alle sue analisi, ma la mia voglia, la curiosità ed il rispetto con cui potermi approcciare a nuove ed ulteriori sue riflessioni non è appagato. Ovviamente dicendo maestro non posso che rivolgermi a Nicola Zitara. Maestro è un appellativo importante e delicato che va usato con parsimonia e dandogli il giusto peso, in quanto credo che nella vita d’ognuno di noi – se vi fermate a riflettere – ce ne sono davvero pochi, talvolta pochissimi che possano meritarlo. Ebbene anche per il sottoscritto è così, e Zitara è fuor di dubbio uno dei miei pochi maestri che ha forgiato le mie convinzioni sul meridionalismo.

Di conseguenza anche l’ultimo pezzo “le basi di massa” ha soddisfatto la mia sete di leggere sempre nuove ed ulteriori riflessioni del maestro. Egli sottolinea come, essendo il Sud il mercato più vicino, comodo ed interno, per le merci del Nord, probabilmente quest’ultimo non ha alcun interesse secessionista, se non quello di spremere il limone sino in fondo.

Considerazioni condivisibili, come quelle per cui le piccole formazioni meridionaliste lavorano molto e, forse troppo essenzialmente, su internet mentre egli sollecita e invita a lavorare molto sul territorio, nel piccolo, quasi in una missionaria operazione che fa tornare alla memoria i metodi e gli albori del Partito Comunista.

Caro Maestro volevo tranquillizzarla : premettendo che non va sottovalutato il peso di internet (basti pensare al successo del Movimento a 5 Stelle di Grillo, con ormai circa 60 – tra assessori e consiglieri – in Italia, e percentuali anche tra il 6 e il 7% alle ultime votazioni regionali, costruito quasi tutto in rete), la strada che Lei indica è ciò che il Partito del Sud e il sottoscritto stanno attuando. Da pochi mesi sono nel Direttivo Nazionale ed ho l’incarico di Responsabile Regionale in Campania, e il lavoro che viene portato avanti è proprio questo : incontri e contatti giornalieri con singoli (iscritto su iscritto), divulgazione di testi, partecipazione frenetica a convegni e conferenze, raccolta e diffusione di rassegna stampa mirata, commenti, richieste e critiche con e mail e telefonate a giornali e tv su trasmissioni faziose, citazioni errate e tendenziose, partecipazione a cortei e manifestazioni, laboratori informativi e coinvolgimenti di associazioni civiche ammirevoli ma talvolta dispersive. La ri/strutturazione del Partito con apertura di sempre nuove sedi e sezioni, registrazione dello statuto aggiornato e un ordinato tesseramento, superando superficialità e pressappochismo della prim’ora. Oltre al lavoro d’aggiornamento e informazione dei nostri siti e blog (4), alla gestione su Facebook, e al continuo e faticoso contatto, in cerca di convergenze, perché la famiglia meridionalista cresca unitariamente, dove è possibile.

Insomma un lavoraccio, ma nel segno di quanto da Lei auspicato!

E qualche risultato che ci ripaghi e vada nel segno giusto c’è : il Partito del Sud è presente in 11 regioni con iscritti (in continua e incoraggiante crescita, anche d’imprenditori, specie negli ultimi mesi), un comune ormai conquistato – come Gaeta - con le comunali del 2007, vincendo quelle elezioni col 57%, assieme alla lista civica del Sindaco Raimondi, e governando con successo contro i partiti istituzionali; la presenza in visibilità in diverse tornate elettorali (non ultima, coraggiosamente, in quel famigerato comune di Casale di Principe – unico partito e lista non inquisita e con esito al momento bloccato dalla magistratura), partecipazione e inviti a diverse trasmissioni su Tv locali. La citazione di Pino Aprile da Gad Lerner su La7 (ad una seconda e più decente puntata ottenuta dopo le valanghe di nostre proteste) che avverte Lombardo che il Partito del Sud già esiste, come egli più volte nomina nel suo successo “Terroni”.

L’apertura di 2 Supermercati Comprasud in Sicilia e il prossimo a giorni a Udine, cui seguiranno molti altri nei prossimi 12/24 mesi.

E infine la causa ai Savoia, deliberata dal Comune di Gaeta, tutt’ora in essere, come riportato da giornali e alcuni telegiornali nazionali, e su cui il nostro Presidente Antonio Ciano ha ricevuto una lunga intervista in prima pagina su Le Monde.

Credo che molto di più non si possa al momento!

Che poi la soluzione ottimale e finale la si possa individuare in un nuovo Stato del Sud, nulla in contrario. Al momento riteniamo importante che il Sud inizi ad avere una rappresentatività politica vera (e non “pezzottata” come quelle proposte da scafati politici siciliani), che sia riconosciuta nel panorama politico e in cui i meridionali possano riconoscersi.

Poi che Dio ci aiuti e indirizzi i suoi sguardi benevoli sui nostri figli, cui speriamo - sul suo esempio - almeno di lasciare una memoria non dispersa ed una strada da proseguire per il riscatto finale del Sud.

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