lunedì 5 luglio 2010

Le omissioni di Tremonti



Di Luigi De Magistris


Il ministro dell’Economia Tremonti ha elaborato una manovra economica di classe che colpisce dipendenti pubblici, pensionati, precari, enti locali, cultura, preservando le rendite finanziarie, tutelando i ceti dominanti e gli “incriccati”. Ora rilancia l’avversione verso il Sud con un’operazione subdola e maliziosa.
Afferma circostanze vere, omettendo fatti decisivi per una ricostruzione analitica. Sostiene che il Mezzogiorno è in deficit di sviluppo economico per incapacità dei politici meridionali di utilizzare i fondi europei. Qui termina la sua analisi.
E’ vero che la classe dirigente del Sud - salvo eccezioni - non è stata in grado di utilizzare in modo efficace immani risorse pubbliche che avrebbero realizzato sviluppo e riduzione della disoccupazione. Vi sono responsabilità trasversali, del centro-destra e del centro-sinistra.
Il ministro sa però che la responsabilità dell’utilizzo dei fondi europei - anche se erogati dalle Regioni - è del Governo nei confronti della Commissione europea.
Il ministro dovrebbe sapere che al Sud la questione morale è divenuta questione criminale.
Dovrebbe sapere - visto che appartiene ad un esecutivo che millanta il contrasto al crimine mentre, in realtà, lo favorisce - che al Sud si è creato un legame tra spesa pubblica e criminalità organizzata e che questo intreccio si consuma anche nella gestione di fondi di responsabilità diretta del Governo, come l’emergenza ambientale e grandi opere pubbliche.
In questo ambito si consolidano forme di commistione tra controllori e controllati e si realizzano conflitti di interesse. La corruzione politico-imprenditoriale e forme di finanziamento illecito alla politica si consolidano proprio nella gestione illegale del denaro pubblico.
Il laboratorio criminale creato da politici, prenditori di soldi pubblici e criminalità organizzata dei colletti bianchi è servente ai referenti politici nazionali.
Dovrebbe conoscere - in quanto fondatore degli “scudati” - quali sono i canali di riciclaggio del denaro sporco che proviene dalla gestione illegale dei fondi pubblici. Si analizzi il ruolo che, in questo sistema criminale, hanno ricoperto sottosegretari alle Attività produttive (oggi Sviluppo economico) con delega al CIPE: da Galati a Cosentino passando per Miccichè (Calabria, Campania e Sicilia).
Tanti prenditori di soldi pubblici che operano al Sud sono “padani” ed alcuni di loro hanno anche contribuito al massacro del territorio con il traffico dei rifiuti tossico-nocivi. Il blocco economico e sociale che una certa politica - intrisa di mafiosità - ha realizzato con l’utilizzo dei fondi pubblici è servente ad interessi corruttivi e mafiosi nazionali, per controllare la complessiva catena dei finanziamenti pubblici, i progetti, le opere, le consulenze; per decidere chi lavora creandosi vincoli di appartenenza prodromici anche al controllo del voto. Tremonti è solo un giocatore delle tre carte funzionale a spostare l’azione di un Governo “Lega-dipendente” verso il Nord.

Fonte: L'Unità

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Di Luigi De Magistris


Il ministro dell’Economia Tremonti ha elaborato una manovra economica di classe che colpisce dipendenti pubblici, pensionati, precari, enti locali, cultura, preservando le rendite finanziarie, tutelando i ceti dominanti e gli “incriccati”. Ora rilancia l’avversione verso il Sud con un’operazione subdola e maliziosa.
Afferma circostanze vere, omettendo fatti decisivi per una ricostruzione analitica. Sostiene che il Mezzogiorno è in deficit di sviluppo economico per incapacità dei politici meridionali di utilizzare i fondi europei. Qui termina la sua analisi.
E’ vero che la classe dirigente del Sud - salvo eccezioni - non è stata in grado di utilizzare in modo efficace immani risorse pubbliche che avrebbero realizzato sviluppo e riduzione della disoccupazione. Vi sono responsabilità trasversali, del centro-destra e del centro-sinistra.
Il ministro sa però che la responsabilità dell’utilizzo dei fondi europei - anche se erogati dalle Regioni - è del Governo nei confronti della Commissione europea.
Il ministro dovrebbe sapere che al Sud la questione morale è divenuta questione criminale.
Dovrebbe sapere - visto che appartiene ad un esecutivo che millanta il contrasto al crimine mentre, in realtà, lo favorisce - che al Sud si è creato un legame tra spesa pubblica e criminalità organizzata e che questo intreccio si consuma anche nella gestione di fondi di responsabilità diretta del Governo, come l’emergenza ambientale e grandi opere pubbliche.
In questo ambito si consolidano forme di commistione tra controllori e controllati e si realizzano conflitti di interesse. La corruzione politico-imprenditoriale e forme di finanziamento illecito alla politica si consolidano proprio nella gestione illegale del denaro pubblico.
Il laboratorio criminale creato da politici, prenditori di soldi pubblici e criminalità organizzata dei colletti bianchi è servente ai referenti politici nazionali.
Dovrebbe conoscere - in quanto fondatore degli “scudati” - quali sono i canali di riciclaggio del denaro sporco che proviene dalla gestione illegale dei fondi pubblici. Si analizzi il ruolo che, in questo sistema criminale, hanno ricoperto sottosegretari alle Attività produttive (oggi Sviluppo economico) con delega al CIPE: da Galati a Cosentino passando per Miccichè (Calabria, Campania e Sicilia).
Tanti prenditori di soldi pubblici che operano al Sud sono “padani” ed alcuni di loro hanno anche contribuito al massacro del territorio con il traffico dei rifiuti tossico-nocivi. Il blocco economico e sociale che una certa politica - intrisa di mafiosità - ha realizzato con l’utilizzo dei fondi pubblici è servente ad interessi corruttivi e mafiosi nazionali, per controllare la complessiva catena dei finanziamenti pubblici, i progetti, le opere, le consulenze; per decidere chi lavora creandosi vincoli di appartenenza prodromici anche al controllo del voto. Tremonti è solo un giocatore delle tre carte funzionale a spostare l’azione di un Governo “Lega-dipendente” verso il Nord.

Fonte: L'Unità

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