domenica 29 agosto 2010

Presidente Mer.Mec. «Assenteismo al Sud? A me risulta sotto il 2%»

Troppo assenteismo al Sud tanto che così non conviene a nessuno investirci. L'attacco, quasi a gamba tesa, è stato dell'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni che, dal palco dei dibattiti di Cortina, si è detto schierato con il suo omologo Fiat Sergio Marchionne impegnato nello sforzo di produrre in Italia,e in Meridione in particolare, solo se ci saranno quelle condizioni di competitività e presenza in fabbrica, di impegno di lavoro minime per poter sfornare prodotti competitivi.
L'accusa è così pesante ma a ben vedere abbastanza in sintonia con quelle che vengono dal versante della Lega Nord secondo cui sprechi di fondi pubblici e assenteismo, per non parlare di false invalidità e criminalità, vengono proposti come sinonimo di Mezzogiorno d'Italia.

Contro questi beceri luoghi comuni rivendicando, non senza orgoglio, la propria esperienza imprenditoriale, comune peraltro a tanti altri colleghi sparsi nel Sud del Paese, è Vito Pertosa, presidente della Mer.Mec., una delle aziende più innovative e tecnologicamente avanzate della Puglia, leader mondiale nel settore della diagnostica e della gestione delle infrastrutture ferroviarie, ma anche promotore della Angelo Investments nonché imprenditore dell'anno 2009. «E' assurdo che un amministratore delegato di una società partecipata dal Tesoro possa dire che è inutile investire al Sud e che è meglio farlo al Nord, in Francia o nella Repubblica Ceca - rileva non senza disappunto – questo dato sull'assenteismo nel Mezzogiorno non lo condivido affatto; nelle mie aziende e in quelle che conosco io, siamo sotto il 2%, e non al 10% come ha denunciato a Cortina, mentre al Nord sarebbe al 5%. Nelle nostre aziende al Sud l'assenteismo è inferiore al 2% quindi ai livelli della Francia e della Repubblica Ceca».

«Al Sud semmai si lavora di più – incalza Pertosa – se si chiama al telefono la sera nelle aziende del Nord non risponde nessuno mentre da noi si rimane spesso sino a tardi».

Però, ad onor del vero, non sono tanti gli investimenti nel Mezzogiorno, specie quelli esteri. «Ma con l'assenteismo non c'entra nulla – replica Pertosa – io, con una società di investimento, sto comprando aziende del Nord e le localizzo nel Sud, per esempio ho acquisito un'azienda di Viareggio di alto livello di innovazione dove lavorano tanti ingegneri pugliesi, trasferitisi da Casamassima, Putignano etc. in Toscana, che hanno interesse a tornare al Sud. Il problemi degli investimenti esteri è che dovremmo aiutare di più questo discorso, cosa che non ha funzionato nonostante le varie agenzie nazionali, non si è mai lavorato adeguatamente per l'attrazione degli investimenti ma non possiamo non dire che ci sono tutte le caratteristiche perché si possa investire a tutti livelli, anche a livello di infrastrutture abbiamo aeroporti che funzionano benissimo, ci sono i porti, ci sono le strade, manca l'alta velocità, i problemi ci sono ma non possiamo solo lamentarci».

«La Puglia ha investito molto nell'energia alternativa , è l'unico posto dove anche le grande imprese sono state aiutate a fare investimenti di ricerca con incentivi – ricorda ancora Pertosa - non si può né sparare nel mucchio né dire che tutto conviene al Nord, con uno spostamento di interessi e di attività; da parte nostra – conclude - bisognerebbe serrare le fila al Meridione, indipendentemente da questioni politiche per portare in maniera più coesa l'interesse del Mezzogiorno». [red. ec.]


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Troppo assenteismo al Sud tanto che così non conviene a nessuno investirci. L'attacco, quasi a gamba tesa, è stato dell'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni che, dal palco dei dibattiti di Cortina, si è detto schierato con il suo omologo Fiat Sergio Marchionne impegnato nello sforzo di produrre in Italia,e in Meridione in particolare, solo se ci saranno quelle condizioni di competitività e presenza in fabbrica, di impegno di lavoro minime per poter sfornare prodotti competitivi.
L'accusa è così pesante ma a ben vedere abbastanza in sintonia con quelle che vengono dal versante della Lega Nord secondo cui sprechi di fondi pubblici e assenteismo, per non parlare di false invalidità e criminalità, vengono proposti come sinonimo di Mezzogiorno d'Italia.

Contro questi beceri luoghi comuni rivendicando, non senza orgoglio, la propria esperienza imprenditoriale, comune peraltro a tanti altri colleghi sparsi nel Sud del Paese, è Vito Pertosa, presidente della Mer.Mec., una delle aziende più innovative e tecnologicamente avanzate della Puglia, leader mondiale nel settore della diagnostica e della gestione delle infrastrutture ferroviarie, ma anche promotore della Angelo Investments nonché imprenditore dell'anno 2009. «E' assurdo che un amministratore delegato di una società partecipata dal Tesoro possa dire che è inutile investire al Sud e che è meglio farlo al Nord, in Francia o nella Repubblica Ceca - rileva non senza disappunto – questo dato sull'assenteismo nel Mezzogiorno non lo condivido affatto; nelle mie aziende e in quelle che conosco io, siamo sotto il 2%, e non al 10% come ha denunciato a Cortina, mentre al Nord sarebbe al 5%. Nelle nostre aziende al Sud l'assenteismo è inferiore al 2% quindi ai livelli della Francia e della Repubblica Ceca».

«Al Sud semmai si lavora di più – incalza Pertosa – se si chiama al telefono la sera nelle aziende del Nord non risponde nessuno mentre da noi si rimane spesso sino a tardi».

Però, ad onor del vero, non sono tanti gli investimenti nel Mezzogiorno, specie quelli esteri. «Ma con l'assenteismo non c'entra nulla – replica Pertosa – io, con una società di investimento, sto comprando aziende del Nord e le localizzo nel Sud, per esempio ho acquisito un'azienda di Viareggio di alto livello di innovazione dove lavorano tanti ingegneri pugliesi, trasferitisi da Casamassima, Putignano etc. in Toscana, che hanno interesse a tornare al Sud. Il problemi degli investimenti esteri è che dovremmo aiutare di più questo discorso, cosa che non ha funzionato nonostante le varie agenzie nazionali, non si è mai lavorato adeguatamente per l'attrazione degli investimenti ma non possiamo non dire che ci sono tutte le caratteristiche perché si possa investire a tutti livelli, anche a livello di infrastrutture abbiamo aeroporti che funzionano benissimo, ci sono i porti, ci sono le strade, manca l'alta velocità, i problemi ci sono ma non possiamo solo lamentarci».

«La Puglia ha investito molto nell'energia alternativa , è l'unico posto dove anche le grande imprese sono state aiutate a fare investimenti di ricerca con incentivi – ricorda ancora Pertosa - non si può né sparare nel mucchio né dire che tutto conviene al Nord, con uno spostamento di interessi e di attività; da parte nostra – conclude - bisognerebbe serrare le fila al Meridione, indipendentemente da questioni politiche per portare in maniera più coesa l'interesse del Mezzogiorno». [red. ec.]


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1 commento:

enzucciu ha detto...

Poiché queste parole sono state dette da amministratore delegato di un'industria a prevalente capitale pubblico (e quindi anche dei meridionali, è questa la dimostrazione chiara ed inoppugnabile di come i soldi del sud vengano gestiti da gentaglia nordista contro gli interessi delle regioni rese meno sviluppate dai piemontesi e che continuano ad essere tenuto sotto il giogo nordista.

Perché non si inizia una campagna di boicottaggio dell'ENI?

 
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