venerdì 24 settembre 2010

Ma dove vanno i nostri soldi?!



Di Ivan Esposito


Ditemi voi: è plausibile che ogni napoletano spenda mediamente, ogni mese, € 50,00 al supermercato per prodotti industriali alimentari, igiene personale e igiene casa (latte, yogurt, pannolini, pannoloni, vino, bibite, acqua minerale, biscotti, detersivi, pasta, bagno schiuma, shampoo, schiuma da barba, lamette, conserve, olio, sale, zucchero, caffè, scatolame, merendine, formaggi ecc. ecc.)?

Diciamo che di questi 50 euro, 35 (il 70%) vanno ad operatori economici settentrionali (produttori, grossisti, colossi della grande distribuzione ecc.). Sui € 35 che vanno al Nord, possiamo calcolare un'Iva di € 5,83. Col federalismo fiscale, i tre quarti dell'Iva finiranno alla Regione.


In conclusione, ogni napoletano che spende € 50,00 al mese al supermercato, ne manda € 4,38 nelle casse delle Regioni del Nord. E visto che i napoletani sono più o meno un milione e mezzo (provincia inclusa), si può dire che ogni mese partono 6.500.000 euro dal nostro territorio per finanziare ospedali, assistenza domiciliare, asili nido, scuole, strade, turismo etc. in Toscana, Veneto, Emilia, Lombardia e compagnia bella.


Nel frattempo, la Campania è in crisi di liquidità, quindi ritarda gli stipendi dei lavoratori delle ASL, fa pagare i farmaci, aumenta i tiket sanitari, aumenta i biglietti del trasporto pubblico, aumenta l'IRPEF regionale, chiude il più importante museo della scienza d'Italia: Città della Scienza.


E noi, fessi (quando ci vuole, ci vuole!), stiamo ancora a dibattere se Bassolino sì/Bassolino no, Berlusconi sì/Berlusconi no. Come se destra o sinistra, sui temi politici reali, facessero una anche minima differenza.


Sabato prossimo, 25/9/10, non ci andate al supermercato ché fate guai.

Partecipate al Congresso del Partito del Sud, ore 15:30, hotel Majestic, Napoli.



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Di Ivan Esposito


Ditemi voi: è plausibile che ogni napoletano spenda mediamente, ogni mese, € 50,00 al supermercato per prodotti industriali alimentari, igiene personale e igiene casa (latte, yogurt, pannolini, pannoloni, vino, bibite, acqua minerale, biscotti, detersivi, pasta, bagno schiuma, shampoo, schiuma da barba, lamette, conserve, olio, sale, zucchero, caffè, scatolame, merendine, formaggi ecc. ecc.)?

Diciamo che di questi 50 euro, 35 (il 70%) vanno ad operatori economici settentrionali (produttori, grossisti, colossi della grande distribuzione ecc.). Sui € 35 che vanno al Nord, possiamo calcolare un'Iva di € 5,83. Col federalismo fiscale, i tre quarti dell'Iva finiranno alla Regione.


In conclusione, ogni napoletano che spende € 50,00 al mese al supermercato, ne manda € 4,38 nelle casse delle Regioni del Nord. E visto che i napoletani sono più o meno un milione e mezzo (provincia inclusa), si può dire che ogni mese partono 6.500.000 euro dal nostro territorio per finanziare ospedali, assistenza domiciliare, asili nido, scuole, strade, turismo etc. in Toscana, Veneto, Emilia, Lombardia e compagnia bella.


Nel frattempo, la Campania è in crisi di liquidità, quindi ritarda gli stipendi dei lavoratori delle ASL, fa pagare i farmaci, aumenta i tiket sanitari, aumenta i biglietti del trasporto pubblico, aumenta l'IRPEF regionale, chiude il più importante museo della scienza d'Italia: Città della Scienza.


E noi, fessi (quando ci vuole, ci vuole!), stiamo ancora a dibattere se Bassolino sì/Bassolino no, Berlusconi sì/Berlusconi no. Come se destra o sinistra, sui temi politici reali, facessero una anche minima differenza.


Sabato prossimo, 25/9/10, non ci andate al supermercato ché fate guai.

Partecipate al Congresso del Partito del Sud, ore 15:30, hotel Majestic, Napoli.



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