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sabato 2 maggio 2009
Europee 2009: De Pierro: "candidatura Emanuele Filiberto è attacco alla repubblica"

Questa è una delle prime reazioni dal mondo politico sulla candidature del rampollo di casa Savoia, a parlare è il presidente dell'Italia dei Diritti De Pierro.
Roma - Prime reazioni dal mondo politico per la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia da parte dell'UDC per il voto per il rinnovo del Parlamento Europeo che si terrà il prossimo 6 e 7 giugno 2009.
Commento di forte stupore arrivo dal presidente dell'Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che critica in modo molto forte la decisione portata avanti dal partito di Pier Ferdinando Casini: "Proporre Emanuele Filiberto di Savoia per rappresentare l'Italia al Parlamento Europeo denota da parte dell'Udc una scarsa predisposizione alla democrazia repubblicana e una sorta di nostalgico rigurgito monarchico".
"A volte pur non volendo - continua De Pierro - alcuni nostri politici riescono a smettere l'impeccabile vestito retorico e demagogico per mettere a nudo la loro vera natura. Se dopo tanti anni è stato proprio un governo di centro destra sostenuto dalla stessa Udc a riabilitare la permanenza sul territorio nazionale dei discendenti di casa Savoia, che non mi sembra abbiano fatto mai nulla per contribuire al miglioramento del corpo sociale della nazione, ma hanno semplicemente vissuto di luce riflessa, vuol dire che la storia non ci ha insegnato assolutamente nulla. E' stato all'epoca uno dei tanti attacchi berlusconiani alla Carta costituzionale in contrasto netto con la logica costituente dei padri fondatori".
A questo punto il presidente dell'Italia dei Diritti rivolge un invito a tutti gli italiani "di buon senso e sostenitori dei sacrosanti valori democratici" si informino sulle "sull'infinità di nefandezze perpetrate ai danni degli italiani da parte del sistema monarchico anche dopo l'unità d'Italia".
De Pierro lancia, inoltre, il monito agli italiani di non informarsi su questi argomenti "dagli organi ufficiali ben addomesticati dal potere politico e addestrati alla mistificazione delle notizie".
"Senza dilungarmi troppo- conclude De Pierro - cito una vicenda drammatica ed emblematica che è quella di Giovanni Passannante. La gravità di questa candidatura è che non solo ai Savoia è stato permesso di tornare sul territorio nazionale, ma addirittura ora gli si consente anche di partecipare alla vita istituzionale. Mi auguro che gli italiani non si facciano ingannare e boicottino con decisione nelle urne quello che è un chiaro segnale di nuova apertura verso un avvento monarchico. Confido nel buon senso di Pier Ferdinando Casini per un'immediata marcia indietro".

Questa è una delle prime reazioni dal mondo politico sulla candidature del rampollo di casa Savoia, a parlare è il presidente dell'Italia dei Diritti De Pierro.
Roma - Prime reazioni dal mondo politico per la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia da parte dell'UDC per il voto per il rinnovo del Parlamento Europeo che si terrà il prossimo 6 e 7 giugno 2009.
Commento di forte stupore arrivo dal presidente dell'Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che critica in modo molto forte la decisione portata avanti dal partito di Pier Ferdinando Casini: "Proporre Emanuele Filiberto di Savoia per rappresentare l'Italia al Parlamento Europeo denota da parte dell'Udc una scarsa predisposizione alla democrazia repubblicana e una sorta di nostalgico rigurgito monarchico".
"A volte pur non volendo - continua De Pierro - alcuni nostri politici riescono a smettere l'impeccabile vestito retorico e demagogico per mettere a nudo la loro vera natura. Se dopo tanti anni è stato proprio un governo di centro destra sostenuto dalla stessa Udc a riabilitare la permanenza sul territorio nazionale dei discendenti di casa Savoia, che non mi sembra abbiano fatto mai nulla per contribuire al miglioramento del corpo sociale della nazione, ma hanno semplicemente vissuto di luce riflessa, vuol dire che la storia non ci ha insegnato assolutamente nulla. E' stato all'epoca uno dei tanti attacchi berlusconiani alla Carta costituzionale in contrasto netto con la logica costituente dei padri fondatori".
A questo punto il presidente dell'Italia dei Diritti rivolge un invito a tutti gli italiani "di buon senso e sostenitori dei sacrosanti valori democratici" si informino sulle "sull'infinità di nefandezze perpetrate ai danni degli italiani da parte del sistema monarchico anche dopo l'unità d'Italia".
De Pierro lancia, inoltre, il monito agli italiani di non informarsi su questi argomenti "dagli organi ufficiali ben addomesticati dal potere politico e addestrati alla mistificazione delle notizie".
"Senza dilungarmi troppo- conclude De Pierro - cito una vicenda drammatica ed emblematica che è quella di Giovanni Passannante. La gravità di questa candidatura è che non solo ai Savoia è stato permesso di tornare sul territorio nazionale, ma addirittura ora gli si consente anche di partecipare alla vita istituzionale. Mi auguro che gli italiani non si facciano ingannare e boicottino con decisione nelle urne quello che è un chiaro segnale di nuova apertura verso un avvento monarchico. Confido nel buon senso di Pier Ferdinando Casini per un'immediata marcia indietro".
Ettore Beggiato contro il Principe di Savoia
Ettore Beggiato, responsabile del settore cultura del PNE (Progetto Nordest), partito fondato da Giorgio Panto, segnala la presenza in Veneto di Emanuele Filiberto di Savoia come una beffa. "Non può definirsi principe di Venezia".
Ettore Beggiato, responsabile del settore cultura del PNE (Progetto Nordest), partito fondato da Giorgio Panto, segnala la presenza in Veneto di Emanuele Filiberto di Savoia come una beffa. "Non può definirsi principe di Venezia".
venerdì 1 maggio 2009
Libertà di stampa: l'Italia fa un passo indietro, unica nazione in Europa
La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati»
Freedom House presenta il suo rapporto annuale sulla libertà di stampa. L'Italia del "Popolo della Libertà" è stata ufficialmente declassata a Paese "parzialmente libero". E' l'unico in Europa a retrocedere, e l'ultimo tra i paesi occidentali. Vediamo cosa ne dice la libera stampa...
"La libertà di stampa declina globalmente. Per la prima volta Israele, Italia e Hong Kong perdono lo statuto di paesi liberi". E' il titolo del comunicato stampa ufficiale, annunciato ieri e diffuso oggi sul sito di Freedom House, l'organizzazione indipendente americana fondata da Eleanor Roosvelt nel 1941 per difendere le libertà civili di fronte alla minaccia del nazismo.
Nella classifica dei 195 paesi classificati con punteggi che vanno da 0 "liberi" a 100 "non liberi", l'Italia occupa il 73° posto, con un punteggio di 32, che la colloca tra i paesi "parzialmente liberi". Si colloca dunque largamente sotto la Polonia e la Slovenia (49°), il Ghana e la Papua-Nuova Guinea (53°), le Isole di Capo Verde (60°), il Cile e la Grecia (63°). E' a pari merito con le Isole Tonga (73°), e poco avanti la Bulgaria (76°), il Botswana, Timor Est e il Montenegro (78°). Sopravanza, in Europa, solo i paesi balcanici ed ex-sovietici: la Croazia (81°), la Serbia (83°), la Romania (92°), la Macedonia (98°), l'Albania (101°), l'Ukraina (115°), la Moldavia (148°), la Russia (174°) e la Bielorussia (188°). Chiudono la classifica la Corea del Nord (195°) e Cuba, accompagnate dalle nostre ex-colonie, la Libia e l'Eritrea (190°).PROBLEMA ITALIA - Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.

Il solo giornale online a dare la notizia ieri, riprendendo il preannuncio diffuso da Freedom House, è stato alle 22:57 il Corriere della Sera.
Brani estratti da:Lingua di Terra
La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati»
Freedom House presenta il suo rapporto annuale sulla libertà di stampa. L'Italia del "Popolo della Libertà" è stata ufficialmente declassata a Paese "parzialmente libero". E' l'unico in Europa a retrocedere, e l'ultimo tra i paesi occidentali. Vediamo cosa ne dice la libera stampa...
"La libertà di stampa declina globalmente. Per la prima volta Israele, Italia e Hong Kong perdono lo statuto di paesi liberi". E' il titolo del comunicato stampa ufficiale, annunciato ieri e diffuso oggi sul sito di Freedom House, l'organizzazione indipendente americana fondata da Eleanor Roosvelt nel 1941 per difendere le libertà civili di fronte alla minaccia del nazismo.
Nella classifica dei 195 paesi classificati con punteggi che vanno da 0 "liberi" a 100 "non liberi", l'Italia occupa il 73° posto, con un punteggio di 32, che la colloca tra i paesi "parzialmente liberi". Si colloca dunque largamente sotto la Polonia e la Slovenia (49°), il Ghana e la Papua-Nuova Guinea (53°), le Isole di Capo Verde (60°), il Cile e la Grecia (63°). E' a pari merito con le Isole Tonga (73°), e poco avanti la Bulgaria (76°), il Botswana, Timor Est e il Montenegro (78°). Sopravanza, in Europa, solo i paesi balcanici ed ex-sovietici: la Croazia (81°), la Serbia (83°), la Romania (92°), la Macedonia (98°), l'Albania (101°), l'Ukraina (115°), la Moldavia (148°), la Russia (174°) e la Bielorussia (188°). Chiudono la classifica la Corea del Nord (195°) e Cuba, accompagnate dalle nostre ex-colonie, la Libia e l'Eritrea (190°).PROBLEMA ITALIA - Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.

Il solo giornale online a dare la notizia ieri, riprendendo il preannuncio diffuso da Freedom House, è stato alle 22:57 il Corriere della Sera.
Brani estratti da:Lingua di Terra
Berlusconi:"Ho record consensi". Ma a Napoli lo fischiano
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi ha detto di detenere il record assoluto di consensi a livello internazionale. Ma a Napoli, dove si è recato per assistere a un concerto, è stato fischiato e contestato dalla folla.
Parlando coi giornalisti di sondaggi che lo danno al 75,1%, Berlusconi ha commentato: "Sono sondaggi fatti da altri, ma non è che in giro vengano con piacere pubblicati".
Sul presidente americano Barack Obama ha detto: "I sondaggi che conosco io dicono che lui è al 59%".
"Soltanto (il presidente del Brasile Luiz Inacio) Lula supera il 60% - è al 64% - quindi il mio è un record assoluto".
Poi, all'uscita dal Teatro San Carlo dove ha assistito a un concerto dei Berliner Philharmoniker diretto da Riccardo Muti, il capo del governo è stato accolto da qualche applauso e molti fischi.
"Vattene via, vattene via", ha gridato la folla come fosse un coro da stadio.
Una fonte della polizia precisa che tre persone sono state identificate, nonostante la contestazione fosse pacifica e non organizzata, come riferito da testimoni.
Fonte:Reuter
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi ha detto di detenere il record assoluto di consensi a livello internazionale. Ma a Napoli, dove si è recato per assistere a un concerto, è stato fischiato e contestato dalla folla.
Parlando coi giornalisti di sondaggi che lo danno al 75,1%, Berlusconi ha commentato: "Sono sondaggi fatti da altri, ma non è che in giro vengano con piacere pubblicati".
Sul presidente americano Barack Obama ha detto: "I sondaggi che conosco io dicono che lui è al 59%".
"Soltanto (il presidente del Brasile Luiz Inacio) Lula supera il 60% - è al 64% - quindi il mio è un record assoluto".
Poi, all'uscita dal Teatro San Carlo dove ha assistito a un concerto dei Berliner Philharmoniker diretto da Riccardo Muti, il capo del governo è stato accolto da qualche applauso e molti fischi.
"Vattene via, vattene via", ha gridato la folla come fosse un coro da stadio.
Una fonte della polizia precisa che tre persone sono state identificate, nonostante la contestazione fosse pacifica e non organizzata, come riferito da testimoni.
Fonte:Reuter
L'inaugurazione del 18 aprile 2009 del punto vendita pilota CompraSud ad Acicastello (CT)

Nel postare le immagini dell'inaugurazione del primo supermercato CompraSud cogliamo l'occasione per complimentarci, ancora una volta, con l' Ing. Erasmo Vecchio, Vice Coordinatore Nazionale del Partito del Sud, per la splendida riuscita del suo progetto .
Il primo supermercato CompraSud è stato inaugurato Sabato 18 Aprile alle 10,30 ad Aci Castello (Catania).
A tagliare il nastro è stato il Sindaco Sig.ra Silvia Raimondo. Presenti anche l'Assessore regionale all'Agricoltura Giovanni La Via, il parlamentare regionale On. Raffaele Nicotra e tanti produttori siciliani e meridionali.
Nell'occasione è stato presentato uno strumento altamente innovativo che consente alla clientela di conoscere la tracciabilità della carne acquistata che è esclusivamente siciliana e risponde al disciplinare di qualità del Consorzio Cofilcarni, riconosciuto dal Ministero e dalla Regione Siciliana.
Il banco macelleria arricchito di preparati sfiziosi, il reparto ortofrutta, rigidamente di alta gamma, l'enoteca distinta per i vini di pregio del Sud ed il banco salumeria, hanno catturato l'attenzione di un pubblico numeroso voglioso di esplorare e scoprire le prelibatezze ed i sapori del Sud incentrato sullo slogan "Pensa globale, mangia locale" che sintetizza la filosofia di un progetto straordinario.
Visita il punto vendita di Acicastello:
- da Catania:
Immettersi nella strada statale SS 114 e proseguire in direzione Acireale, dopo Cannizzaro, giunti ad Acicastello voltare a sinistra per via Stazione e proseguire per circa 1km.
- da Acireale:
Immettersi nella strada statale SS 114 e proseguire in direzione Catania, dopo Acitrezza, giunti ad Acicastello voltare a destra per via Stazione e proseguire per circa 1km.
- da Messina:
Uscire dall'autrada E45 a S.Gregorio, procedere verso est in direzione Acicastello, immettendosi in via Umberto, giunti in piazza Regina Margherita, svoltare a destra per via Colonna e proseguire in direzione Acicastello. Giunti a Ficarazzi, in via Tripoli, svoltare a sinistra e subito a destra per via Acicastello e proseguire per circa 1 km.
da Palermo:
Uscire dall'autostrada A18 a Misterbianco e percorrere tutta la circunvallazione in direzione Acireale, sino ad immettersi sulla SS114, dopo Cannizzaro, giunti ad Acicastello voltare a sinistra per via Stazione e proseguire per circa 1km.

Nel postare le immagini dell'inaugurazione del primo supermercato CompraSud cogliamo l'occasione per complimentarci, ancora una volta, con l' Ing. Erasmo Vecchio, Vice Coordinatore Nazionale del Partito del Sud, per la splendida riuscita del suo progetto .
Il primo supermercato CompraSud è stato inaugurato Sabato 18 Aprile alle 10,30 ad Aci Castello (Catania).
A tagliare il nastro è stato il Sindaco Sig.ra Silvia Raimondo. Presenti anche l'Assessore regionale all'Agricoltura Giovanni La Via, il parlamentare regionale On. Raffaele Nicotra e tanti produttori siciliani e meridionali.
Nell'occasione è stato presentato uno strumento altamente innovativo che consente alla clientela di conoscere la tracciabilità della carne acquistata che è esclusivamente siciliana e risponde al disciplinare di qualità del Consorzio Cofilcarni, riconosciuto dal Ministero e dalla Regione Siciliana.
Il banco macelleria arricchito di preparati sfiziosi, il reparto ortofrutta, rigidamente di alta gamma, l'enoteca distinta per i vini di pregio del Sud ed il banco salumeria, hanno catturato l'attenzione di un pubblico numeroso voglioso di esplorare e scoprire le prelibatezze ed i sapori del Sud incentrato sullo slogan "Pensa globale, mangia locale" che sintetizza la filosofia di un progetto straordinario.
Visita il punto vendita di Acicastello:
- da Catania:
Immettersi nella strada statale SS 114 e proseguire in direzione Acireale, dopo Cannizzaro, giunti ad Acicastello voltare a sinistra per via Stazione e proseguire per circa 1km.
- da Acireale:
Immettersi nella strada statale SS 114 e proseguire in direzione Catania, dopo Acitrezza, giunti ad Acicastello voltare a destra per via Stazione e proseguire per circa 1km.
- da Messina:
Uscire dall'autrada E45 a S.Gregorio, procedere verso est in direzione Acicastello, immettendosi in via Umberto, giunti in piazza Regina Margherita, svoltare a destra per via Colonna e proseguire in direzione Acicastello. Giunti a Ficarazzi, in via Tripoli, svoltare a sinistra e subito a destra per via Acicastello e proseguire per circa 1 km.
da Palermo:
Uscire dall'autostrada A18 a Misterbianco e percorrere tutta la circunvallazione in direzione Acireale, sino ad immettersi sulla SS114, dopo Cannizzaro, giunti ad Acicastello voltare a sinistra per via Stazione e proseguire per circa 1km.
Un paesino chiamato Savoia chiede un risarcimento ai Savoia!
Un paesino che per sottomissione fu chiamato Savoia chiede che se i Savoia riceveranno i 260 milioni di Euro, questi siano dati a loro come risarcimento per il nome del paese!
Va bene chiedere un risarcimento, ma non hanno esagerato? Forse potevano chiedere 5 milioni di Euro? 10 milioni di Euro? Comunque anche i Savoia (famiglia reale) hanno preteso una cifra assurdamente alta!
Registrato il 15 dicembre 2007.
Un paesino che per sottomissione fu chiamato Savoia chiede che se i Savoia riceveranno i 260 milioni di Euro, questi siano dati a loro come risarcimento per il nome del paese!
Va bene chiedere un risarcimento, ma non hanno esagerato? Forse potevano chiedere 5 milioni di Euro? 10 milioni di Euro? Comunque anche i Savoia (famiglia reale) hanno preteso una cifra assurdamente alta!
Registrato il 15 dicembre 2007.
The Economist punta il dito contro la «berlusconizzazione» dell'Italia

Di Virginio Di Carlo
«La maggior parte degli italiani sembra perdonargli, o per lo meno non andare oltre, le sue innumerevoli gaffe, sia quelle fatte nel corso di talk show televisivi, sia quelle consumate nel corso di summit internazionali».
Il soggetto dell'analisi socio-politica è chiaramente il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi - o meglio - quella che, da più parti, è stata definita «la berlusconizzazione dell'Italia» alla quale è dedicato ampio spazio nel prossimo numero del settimanale "The Economist".
Il giornale inglese, dunque, torna alla carica contro Berlusconi, a poche settimane dalla vittoria legale nella causa per la copertina intitolata "Perché Berlusconi non è adatto a governare l'Italia", che - nel 2001 - aveva spinto il primo ministro italiano a presentare un ricorso per diffamazione presso il Tribunale di Milano.
Il numero in edicola questa settimana dedica un lungo approfondimento all'Italia, nel tentativo di spiegare come Silvio Berlusconi avrebbe ulteriormente consolidato il suo potere personale - accompagnato da un commento editoriale intitolato "Berlusconi regrettable".
Il 'blocco' comprende anche una nota sulle perdite del Comune di Milano nel mercato dei derivati.
"The Economist" esamina il paradosso di un primo ministro che rimane «significativamente più popolare della maggior parte degli altri leader europei, anche quando il Fondo monetario internazionale prevede che il Pil italiano crollerà quest'anno del 4,4%, mostrando un calo maggiore di quello di Gran Bretagna, Francia o Spagna». E la spiegazione fornita dal settimanale britannico fa leva su argomenti di ordine - lato sensu - demografico, appuntandosi sulla rigorosa constatazione che «ogni italiano sotto l'età dei trent'anni ha raggiunto la maturità politica" sotto l'influenza dell'impero mediatico della famiglia Berlusconi».
«Quindici anni fa - sottolinea l'editoriale - un "azzurro" rappresentava l'Italia nelle competizioni sportive internazionali e un "moderato" era un centrista». «Oggi - continua "The Economist" - un azzurro è qualcuno che rappresenta Berlusconi in Parlamento, un moderato qualcuno che vota per lui».
L'approfondimento si chiude poi sulla rilevazione della forza dell'impatto della «berlusconizzazione» sull'Italia: «un impatto tale da infondere nella maggior parte della società italiana la convinzione che l'attuale primo ministro resterà al potere indefinitamente».

Di Virginio Di Carlo
«La maggior parte degli italiani sembra perdonargli, o per lo meno non andare oltre, le sue innumerevoli gaffe, sia quelle fatte nel corso di talk show televisivi, sia quelle consumate nel corso di summit internazionali».
Il soggetto dell'analisi socio-politica è chiaramente il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi - o meglio - quella che, da più parti, è stata definita «la berlusconizzazione dell'Italia» alla quale è dedicato ampio spazio nel prossimo numero del settimanale "The Economist".
Il giornale inglese, dunque, torna alla carica contro Berlusconi, a poche settimane dalla vittoria legale nella causa per la copertina intitolata "Perché Berlusconi non è adatto a governare l'Italia", che - nel 2001 - aveva spinto il primo ministro italiano a presentare un ricorso per diffamazione presso il Tribunale di Milano.
Il numero in edicola questa settimana dedica un lungo approfondimento all'Italia, nel tentativo di spiegare come Silvio Berlusconi avrebbe ulteriormente consolidato il suo potere personale - accompagnato da un commento editoriale intitolato "Berlusconi regrettable".
Il 'blocco' comprende anche una nota sulle perdite del Comune di Milano nel mercato dei derivati.
"The Economist" esamina il paradosso di un primo ministro che rimane «significativamente più popolare della maggior parte degli altri leader europei, anche quando il Fondo monetario internazionale prevede che il Pil italiano crollerà quest'anno del 4,4%, mostrando un calo maggiore di quello di Gran Bretagna, Francia o Spagna». E la spiegazione fornita dal settimanale britannico fa leva su argomenti di ordine - lato sensu - demografico, appuntandosi sulla rigorosa constatazione che «ogni italiano sotto l'età dei trent'anni ha raggiunto la maturità politica" sotto l'influenza dell'impero mediatico della famiglia Berlusconi».
«Quindici anni fa - sottolinea l'editoriale - un "azzurro" rappresentava l'Italia nelle competizioni sportive internazionali e un "moderato" era un centrista». «Oggi - continua "The Economist" - un azzurro è qualcuno che rappresenta Berlusconi in Parlamento, un moderato qualcuno che vota per lui».
L'approfondimento si chiude poi sulla rilevazione della forza dell'impatto della «berlusconizzazione» sull'Italia: «un impatto tale da infondere nella maggior parte della società italiana la convinzione che l'attuale primo ministro resterà al potere indefinitamente».
Emanuele Filiberto insultato alle officine
Emanuele Filiberto insultato alle officine
Emanuele Filiberto insultato alle officine