lunedì 12 maggio 2008

COLLOQUI IN CORSO......












Il giorno 9 Maggio, a Roma, presso l'Hotel Villa Pamphli, si sono riuniti i presidenti e segretari di "per il SUD", Lega SUD, SUD libero e Partito del SUD, per verificare l'esistenza dei presupposti politici ed organizzativi volti ad una eventuale aggregazione tra i diversi soggetti citati. Seguirà a breve un congiunto Comunicato Stampa.
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Il giorno 9 Maggio, a Roma, presso l'Hotel Villa Pamphli, si sono riuniti i presidenti e segretari di "per il SUD", Lega SUD, SUD libero e Partito del SUD, per verificare l'esistenza dei presupposti politici ed organizzativi volti ad una eventuale aggregazione tra i diversi soggetti citati. Seguirà a breve un congiunto Comunicato Stampa.

COMMEMORAZIONE CADUTI DI FENESTRELLE

ASSOCIAZIONE DUE SICILIE DI TORINO

COMMEMORAZIONE DEI SOLDATI E CIVILI
DEL REGNO DELLE DUE SICILIE E DEGLI ALTRI STATI ITALIANI
FATTI PRIGIONIERI NELLE DELLE GUERRE DEL 1860-1861
E DETENUTI E CADUTI A FENESTRELLE

DOMENICA 6 LUGLIO 2008



Come arrivare a Fenestrelle

Aereo:scalo all'aereoporto di Torino Caselle, distante circa 60 Km. La società autolinee SAPAV (www.sapav.it) garantisce i collegamenti interni alla valle con più corse giornaliere in coincidenza con l'orario della linea Torino - Perosa Argentina - Fenestrelle.
Auto:dalla tangenziale di Torino imboccando a Stupinigi la strada statale n. 23 (SS23) del Sestriere oppure l'autostrada di recente costruzione passante per Orbassano/Volvera. Dalla val di Susa immettersi sulla strada statale n. 24 (SS24) direzione Cesana Torinese quindi seguire la strada statale n. 23 (SS23) direzione Sestriere e proseguire verso Fenestrelle. La val Chisone e Fenestrelle è facilmente accessibile dalla Francia attraverso il colle del Sestriere, utilizzando il valico del Monginevro o il traforo autostradale del Frejus (Km. 35 da Briançon).
Autobus:In autobus, (autolinee SAPAV) con numerose corse giornaliere da Torino, via Pinerolo, e con una corsa giornaliera dalla Francia (Briançon, Gap, Marsiglia e Grenoble).
Treno:avvalendosi della linea Torino - Pinerolo (www.trenitalia.com) coincidenza con le autolinee SAPAV.

programma :

- Ore 09.30 – Incontro degli invitati e dei convenuti nella Piazza del Forte San Carlo di Fenestrelle.
- Ore 10.00 – Visita breve (durata un'ora con guida) della parte bassa del complesso riguardante il solo Forte San Carlo. Per effettuare la visita è obbligatoria la prenotazione al nr. 0121 83600.
- Ore 11.30 – Santa Messa e Deposizione di una corona di fiori ai nostri Soldati Caduti nella fortezza.
- Ore 13.00 – Pranzo presso il Forte di Fenestrelle oppure presso i numerosi ristoranti e trattorie della zona.
Per motivi di organizzazione si pregano i riceventi di questo messaggio di comunicarlo e farlo diffondere in ogni modo a tutte le persone ed enti privati e pubblici anche all’estero che possano essere interessati; si raccomandano inoltre gli eventuali partecipanti di voler comunicare la loro adesione alla Associazione Due Sicilie di Torino – Via Principe Tommaso, 33 – 10125 Torino.
Tel. 011 66 88 204 –

e-mail: http://it.f282.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=duesicilie.torino@libero.it
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ASSOCIAZIONE DUE SICILIE DI TORINO

COMMEMORAZIONE DEI SOLDATI E CIVILI
DEL REGNO DELLE DUE SICILIE E DEGLI ALTRI STATI ITALIANI
FATTI PRIGIONIERI NELLE DELLE GUERRE DEL 1860-1861
E DETENUTI E CADUTI A FENESTRELLE

DOMENICA 6 LUGLIO 2008



Come arrivare a Fenestrelle

Aereo:scalo all'aereoporto di Torino Caselle, distante circa 60 Km. La società autolinee SAPAV (www.sapav.it) garantisce i collegamenti interni alla valle con più corse giornaliere in coincidenza con l'orario della linea Torino - Perosa Argentina - Fenestrelle.
Auto:dalla tangenziale di Torino imboccando a Stupinigi la strada statale n. 23 (SS23) del Sestriere oppure l'autostrada di recente costruzione passante per Orbassano/Volvera. Dalla val di Susa immettersi sulla strada statale n. 24 (SS24) direzione Cesana Torinese quindi seguire la strada statale n. 23 (SS23) direzione Sestriere e proseguire verso Fenestrelle. La val Chisone e Fenestrelle è facilmente accessibile dalla Francia attraverso il colle del Sestriere, utilizzando il valico del Monginevro o il traforo autostradale del Frejus (Km. 35 da Briançon).
Autobus:In autobus, (autolinee SAPAV) con numerose corse giornaliere da Torino, via Pinerolo, e con una corsa giornaliera dalla Francia (Briançon, Gap, Marsiglia e Grenoble).
Treno:avvalendosi della linea Torino - Pinerolo (www.trenitalia.com) coincidenza con le autolinee SAPAV.

programma :

- Ore 09.30 – Incontro degli invitati e dei convenuti nella Piazza del Forte San Carlo di Fenestrelle.
- Ore 10.00 – Visita breve (durata un'ora con guida) della parte bassa del complesso riguardante il solo Forte San Carlo. Per effettuare la visita è obbligatoria la prenotazione al nr. 0121 83600.
- Ore 11.30 – Santa Messa e Deposizione di una corona di fiori ai nostri Soldati Caduti nella fortezza.
- Ore 13.00 – Pranzo presso il Forte di Fenestrelle oppure presso i numerosi ristoranti e trattorie della zona.
Per motivi di organizzazione si pregano i riceventi di questo messaggio di comunicarlo e farlo diffondere in ogni modo a tutte le persone ed enti privati e pubblici anche all’estero che possano essere interessati; si raccomandano inoltre gli eventuali partecipanti di voler comunicare la loro adesione alla Associazione Due Sicilie di Torino – Via Principe Tommaso, 33 – 10125 Torino.
Tel. 011 66 88 204 –

e-mail: http://it.f282.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=duesicilie.torino@libero.it

domenica 11 maggio 2008

FATTI E MISFATTI DEL RISORGIMENTO

Ricevo e posto:



ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE SICILIE -
GIOIOSA JONICA (RC)


http://www.duesicilie.info/ - Fax n. 1782284791

SIDERNO, SABATO 17 MAGGIO 2008:

CONTROSTORIA DELL'UNITA' D'ITALIA - FATTI E MISFATTI DEL RISORGIMENTO

Sabato 17 maggio 2008 alle ore 17.00, presso il Cinema Teatro Nuovo di Siderno (RC), a cura dell'Associazione Due Sicilie e del Comune di Siderno, con il contributo di “Sensation Profumerie”, verrà presentato il libro del giornalista e saggista Gigi DI FIORE dal titolo CONTROSTORIA DELL'UNITA' D'ITALIA.

Il volume, edito da RIZZOLI nell'ottobre 2007 e giunto alla seconda edizione nel gennaio di quest'anno, affronta diverse problematiche e ricostruisce, attraverso i documenti, la storia nascosta e mistificata del cosiddetto Risorgimento.

"Come è possibile che un manipolo di 1000 garibaldini abbia sconfitto un esercito di 50.000 borbonici? È una domanda cui le rievocazioni celebrative del Risorgimento italiano non danno risposte convincenti. E non è la sola, con sé ne porta molte altre: con quali poteri, con quali mafie dovettero allearsi Garibaldi e Cavour?

Perché ci vollero cannoni e fucili per domare la ribellione contadina nelle regioni del Mezzogiorno subito dopo l’annessione? Quella che la storia, scritta dai vincitori, ha battezzato “unificazione d’Italia” fu in realtà una guerra di conquista condotta dal Piemonte contro gli Stati sovrani del Centro e del Sud. E nei decenni successivi, dai manuali scolastici ai romanzi, fino agli sceneggiati televisivi, gli eventi che non si accordavano con la retorica patriottica sono stati nascosti o deformati.

Così, dei ventidue anni dall’esplosione rivoluzionaria del 1848 alla breccia di Porta Pia, molto rimane nell’ombra: il bombardamento piemontese di Genova nel 1849, i plebisciti combinati per le annessioni, le agitazioni manovrate da carabinieri infiltrati, i provvedimenti anticattolici, la guerra al brigantaggio e le “leggi speciali”, la corruzione dei conquistatori e le loro collusioni con la malavita locale ...

Gigi Di Fiore ricostruisce queste vicende dimenticate, per ribaltare un periodo cardine della nostra storia moderna e vederlo con gli occhi dei vinti. Recupera documenti e testimonianze di una storiografia spesso oggetto di una vera e propria congiura del silenzio. E restaura l’affresco scrostato del Risorgimento portando alla luce gli intrighi e le ambiguità della guerra scatenata dal Nord contro il Sud ....” (dalla seconda di copertina del volume).

Gigi DI FIORE, già redattore al “GIORNALE” di Montanelli, è inviato del “MATTINO” di Napoli (Premio Saint-Vincent per il giornalismo 2001 e, tra gli altri, Premio Pedio per la ricerca storica).

Studioso di storia delle Due Sicilie e del brigantaggio, ha pubblicato con successo diversi saggi, tra cui I vinti del Risorgimento (UTET, 2004) e La camorra e le sue storie (UTET, 2005).

L’incontro del 17 maggio verrà introdotto e moderato dal giornalista RAI Pietro MELÌA; vi saranno i saluti dell’Amministrazione Comunale di Siderno e della Presidenza dell’Associazione Due Sicilie, la relazione di Carmela Maria SPADARO dell’Università di Napoli, le conclusioni dell’autore del volume ed il dibattito con interventi del pubblico.



SEGRETERIA ASSOCIAZIONE DUE SICILIE


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Ricevo e posto:



ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE SICILIE -
GIOIOSA JONICA (RC)


http://www.duesicilie.info/ - Fax n. 1782284791

SIDERNO, SABATO 17 MAGGIO 2008:

CONTROSTORIA DELL'UNITA' D'ITALIA - FATTI E MISFATTI DEL RISORGIMENTO

Sabato 17 maggio 2008 alle ore 17.00, presso il Cinema Teatro Nuovo di Siderno (RC), a cura dell'Associazione Due Sicilie e del Comune di Siderno, con il contributo di “Sensation Profumerie”, verrà presentato il libro del giornalista e saggista Gigi DI FIORE dal titolo CONTROSTORIA DELL'UNITA' D'ITALIA.

Il volume, edito da RIZZOLI nell'ottobre 2007 e giunto alla seconda edizione nel gennaio di quest'anno, affronta diverse problematiche e ricostruisce, attraverso i documenti, la storia nascosta e mistificata del cosiddetto Risorgimento.

"Come è possibile che un manipolo di 1000 garibaldini abbia sconfitto un esercito di 50.000 borbonici? È una domanda cui le rievocazioni celebrative del Risorgimento italiano non danno risposte convincenti. E non è la sola, con sé ne porta molte altre: con quali poteri, con quali mafie dovettero allearsi Garibaldi e Cavour?

Perché ci vollero cannoni e fucili per domare la ribellione contadina nelle regioni del Mezzogiorno subito dopo l’annessione? Quella che la storia, scritta dai vincitori, ha battezzato “unificazione d’Italia” fu in realtà una guerra di conquista condotta dal Piemonte contro gli Stati sovrani del Centro e del Sud. E nei decenni successivi, dai manuali scolastici ai romanzi, fino agli sceneggiati televisivi, gli eventi che non si accordavano con la retorica patriottica sono stati nascosti o deformati.

Così, dei ventidue anni dall’esplosione rivoluzionaria del 1848 alla breccia di Porta Pia, molto rimane nell’ombra: il bombardamento piemontese di Genova nel 1849, i plebisciti combinati per le annessioni, le agitazioni manovrate da carabinieri infiltrati, i provvedimenti anticattolici, la guerra al brigantaggio e le “leggi speciali”, la corruzione dei conquistatori e le loro collusioni con la malavita locale ...

Gigi Di Fiore ricostruisce queste vicende dimenticate, per ribaltare un periodo cardine della nostra storia moderna e vederlo con gli occhi dei vinti. Recupera documenti e testimonianze di una storiografia spesso oggetto di una vera e propria congiura del silenzio. E restaura l’affresco scrostato del Risorgimento portando alla luce gli intrighi e le ambiguità della guerra scatenata dal Nord contro il Sud ....” (dalla seconda di copertina del volume).

Gigi DI FIORE, già redattore al “GIORNALE” di Montanelli, è inviato del “MATTINO” di Napoli (Premio Saint-Vincent per il giornalismo 2001 e, tra gli altri, Premio Pedio per la ricerca storica).

Studioso di storia delle Due Sicilie e del brigantaggio, ha pubblicato con successo diversi saggi, tra cui I vinti del Risorgimento (UTET, 2004) e La camorra e le sue storie (UTET, 2005).

L’incontro del 17 maggio verrà introdotto e moderato dal giornalista RAI Pietro MELÌA; vi saranno i saluti dell’Amministrazione Comunale di Siderno e della Presidenza dell’Associazione Due Sicilie, la relazione di Carmela Maria SPADARO dell’Università di Napoli, le conclusioni dell’autore del volume ed il dibattito con interventi del pubblico.



SEGRETERIA ASSOCIAZIONE DUE SICILIE


Reggio Emilia: la 'ndrangheta respinta dagli stessi Calabresi


Accesa discussione ieri al centro sociale Buco Magico dopo la relazione sulla criminalità del professor Ciconte «La ’ndrangheta è stata respinta dagli stessi calabresi»
Il consigliere Olivo viene frainteso, bagarre con gli spettatori sugli extracomunitari e la “mala”


Criminalità organizzata:l’esperienza di una città che reagisce”è il titolo del convegno che si è aperto ieri alle 17 al circolo “Buco magico”,organizzato dall’assessorato alla Coesione sociale e alla sicurezza.Ospite il professor Enzo Ciconte,da tempo è in primafila nello studio della’ndrangheta”.La sua relazione si riallacciavaalla ricerca pubblicatain gennaio,che aveva provocato molto rumore e,a parer dei relatori,era stata anche fraintesa.
«La ’ndrangheta ha cercato di incunearsi nel tessuto di questa città,
ma ha trovato una forte resistenza- afferma Ciconte - I cittadini di Cutro per primi hanno consentito l’indebolimentodell’associazione criminale,allontanandosi dalla loro assoggettazione e quindi salvaguardando Reggio».La risposta positiva dei cutresi insieme alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale per Ciconte ha consentito un’indebolimento
dell’organizzazione mafiosa,che sembrerebbe oggi aver allentatola presa sulla zona di
Reggio.Il professore è stato sostenuto in più battute dall’assessore comunale Franco Corradini,
il quale ha sottolineatol’importanza di approfondire le conoscenze sui danni che lamafia provoca:«Sento l’esigenza di un progetto continuativo che possa portare a stringere i
rapporti anche con i giornali e i media,e grazie al grande forza dell’informazione poter trasmettere una coscienza civica per tutti»,evidenzia l’assessore.L’obiettivo è quello di allestire un Osservatorio permanente,che si occupi di ricerche sulla mafia,allargando il suo campo
di interesse anche in altri ambiti della criminalità come lo spaccio di droga o alle
mafie straniere.Al tavolo con lui anche il presidente dell’associazione culturale
“La Calabria nel Mondo”Salvatore Salerno e il consigliere comunale
Antonio Olivo.Proprio con il suo intervento si accendono gli animi nella sala centrale del
circolo:«La stampa non deve calcare su notizie ingiuste.I curtesi non sono associati alla criminalità che insidia Reggio.Qui c’è lo stesso tipo di malavita che si ritrova in tutte
le altre città italiane,e non solo nel settore edilizio -ha detto il consigliere del
Pd, prendendo le parti dei suoi compaesani e della categoria imprenditoriale
- Non sono i calabresi a dover essere tenuti d’occhio,ma tutti gli extracomunitari».Questa l’affermazione,travisata dai presenti in sala,che ha poi generato un lungo dibattito,
colorito da esperienze di vita di alcuni reggiani ex emigranti,ormai non più giovanissimi,
ma sempre molto coinvolti emotivamente.Si è poi discusso del fenomeno
’ndrangheta,dalla sua nascitaal suo espatrio dai “confini naturali”insieme ai calabresi
mandati al confino,fino ad averla come vicina di casa.Diversele opinioni dei partecipanti a
quest’incontro:chi scuote la testa,convinto che sia ormai storia vecchia,e chi,invece,si prodiga
come attivo sostenitore di questa guerra all’illegalità,che a volte sembra non finire mai.
(Benedetta Consorti)

http://www.linformazione.com/archivio/20080511/10_RE1105.pdf
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Accesa discussione ieri al centro sociale Buco Magico dopo la relazione sulla criminalità del professor Ciconte «La ’ndrangheta è stata respinta dagli stessi calabresi»
Il consigliere Olivo viene frainteso, bagarre con gli spettatori sugli extracomunitari e la “mala”


Criminalità organizzata:l’esperienza di una città che reagisce”è il titolo del convegno che si è aperto ieri alle 17 al circolo “Buco magico”,organizzato dall’assessorato alla Coesione sociale e alla sicurezza.Ospite il professor Enzo Ciconte,da tempo è in primafila nello studio della’ndrangheta”.La sua relazione si riallacciavaalla ricerca pubblicatain gennaio,che aveva provocato molto rumore e,a parer dei relatori,era stata anche fraintesa.
«La ’ndrangheta ha cercato di incunearsi nel tessuto di questa città,
ma ha trovato una forte resistenza- afferma Ciconte - I cittadini di Cutro per primi hanno consentito l’indebolimentodell’associazione criminale,allontanandosi dalla loro assoggettazione e quindi salvaguardando Reggio».La risposta positiva dei cutresi insieme alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale per Ciconte ha consentito un’indebolimento
dell’organizzazione mafiosa,che sembrerebbe oggi aver allentatola presa sulla zona di
Reggio.Il professore è stato sostenuto in più battute dall’assessore comunale Franco Corradini,
il quale ha sottolineatol’importanza di approfondire le conoscenze sui danni che lamafia provoca:«Sento l’esigenza di un progetto continuativo che possa portare a stringere i
rapporti anche con i giornali e i media,e grazie al grande forza dell’informazione poter trasmettere una coscienza civica per tutti»,evidenzia l’assessore.L’obiettivo è quello di allestire un Osservatorio permanente,che si occupi di ricerche sulla mafia,allargando il suo campo
di interesse anche in altri ambiti della criminalità come lo spaccio di droga o alle
mafie straniere.Al tavolo con lui anche il presidente dell’associazione culturale
“La Calabria nel Mondo”Salvatore Salerno e il consigliere comunale
Antonio Olivo.Proprio con il suo intervento si accendono gli animi nella sala centrale del
circolo:«La stampa non deve calcare su notizie ingiuste.I curtesi non sono associati alla criminalità che insidia Reggio.Qui c’è lo stesso tipo di malavita che si ritrova in tutte
le altre città italiane,e non solo nel settore edilizio -ha detto il consigliere del
Pd, prendendo le parti dei suoi compaesani e della categoria imprenditoriale
- Non sono i calabresi a dover essere tenuti d’occhio,ma tutti gli extracomunitari».Questa l’affermazione,travisata dai presenti in sala,che ha poi generato un lungo dibattito,
colorito da esperienze di vita di alcuni reggiani ex emigranti,ormai non più giovanissimi,
ma sempre molto coinvolti emotivamente.Si è poi discusso del fenomeno
’ndrangheta,dalla sua nascitaal suo espatrio dai “confini naturali”insieme ai calabresi
mandati al confino,fino ad averla come vicina di casa.Diversele opinioni dei partecipanti a
quest’incontro:chi scuote la testa,convinto che sia ormai storia vecchia,e chi,invece,si prodiga
come attivo sostenitore di questa guerra all’illegalità,che a volte sembra non finire mai.
(Benedetta Consorti)

http://www.linformazione.com/archivio/20080511/10_RE1105.pdf

sabato 10 maggio 2008

IL FATTORE INCOMPETENZA


di GIOVANNI SARTORI

Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo.Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie.Facciamo qualche esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni (Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo.Il ministero dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché), bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia.Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?`

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di GIOVANNI SARTORI

Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo.Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie.Facciamo qualche esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni (Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo.Il ministero dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché), bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia.Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?`

DA OGGI ANCHE SU SKYPE


Da oggi siamo rintracciabili anche su Skype all'indirizzo : non.mi.arrendo

Per poterci scambiare opinioni , per conoscerci meglio e vederci tramite webcam.
Vi aspettiamo.

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Da oggi siamo rintracciabili anche su Skype all'indirizzo : non.mi.arrendo

Per poterci scambiare opinioni , per conoscerci meglio e vederci tramite webcam.
Vi aspettiamo.

venerdì 9 maggio 2008

274° ANNIVERSARIO della VITTORIA DI CARLO DI BORBONE




CELEBRAZIONI a BITONTO (Ba)
PER IL 274° ANNIVERSARIO della
VITTORIA DI CARLO DI BORBONE
Domenica 18 maggio 2008

Come precedentemente annunciato, domenica 18 maggio 2008, a Bitonto, si svolgeranno le tradizionali Celebrazioni per il 274° anniversario della Vittoria delle truppe di Carlo di Borbone nella battaglia che sancì l'Indipendenza del Regno delle Due Sicilie.
Il programma delle Celebrazioni è il seguente:

Ore 17,00 - raduno dei partecipanti presso il Santuario dei SS. Medici di Bitonto
Ore 17,30 - partenza del Corteo Storico
Ore 18,00 - Cerimonia della "Elevazione della Corona" all'Obelisco Carolino
da parte del Comitato per la Vittoria alla presenza delle Autorità Civili e Militari
Ore 19,30 - Consegna delle Chiavi della Città al Duca di Montemar

A seguito del rinnovo dell'Amministrazione Comunale di Bitonto che si insedierà a partire dal 12 maggio, quest'anno, eccezionalmente, il convegno storico e la 3^ edizione del Premio di Arte, Letteratura e Società "L'Alfiere del Sud" sono state posticipate per farle coincidere con la data dei festeggiamenti per il Gemellaggio tra le Città di Bitonto e Gaeta.
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CELEBRAZIONI a BITONTO (Ba)
PER IL 274° ANNIVERSARIO della
VITTORIA DI CARLO DI BORBONE
Domenica 18 maggio 2008

Come precedentemente annunciato, domenica 18 maggio 2008, a Bitonto, si svolgeranno le tradizionali Celebrazioni per il 274° anniversario della Vittoria delle truppe di Carlo di Borbone nella battaglia che sancì l'Indipendenza del Regno delle Due Sicilie.
Il programma delle Celebrazioni è il seguente:

Ore 17,00 - raduno dei partecipanti presso il Santuario dei SS. Medici di Bitonto
Ore 17,30 - partenza del Corteo Storico
Ore 18,00 - Cerimonia della "Elevazione della Corona" all'Obelisco Carolino
da parte del Comitato per la Vittoria alla presenza delle Autorità Civili e Militari
Ore 19,30 - Consegna delle Chiavi della Città al Duca di Montemar

A seguito del rinnovo dell'Amministrazione Comunale di Bitonto che si insedierà a partire dal 12 maggio, quest'anno, eccezionalmente, il convegno storico e la 3^ edizione del Premio di Arte, Letteratura e Società "L'Alfiere del Sud" sono state posticipate per farle coincidere con la data dei festeggiamenti per il Gemellaggio tra le Città di Bitonto e Gaeta.

PdSUD E F.N.S. CONTINUANO UNITI LA LOTTA PER LA RINASCITA DELLA SICILIA E DEL SUD







Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD ,esprime piena condivisione con la posizione del FNS (Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente), in merito alla proposta del PdSud di promuovere una Provincia Autonoma di Catania. La proposta era nata dalla necessità di dare maggiore valore al grande patrimonio di risorse che il territorio provinciale esprime ma che, purtroppo, non si trasforma in benessere per la comunità. Tuttavia la posizione contraria dell'FNS merita attenzione e rispetto e perciò sarà successivamente oggetto di un confronto più approfondito. Erasmo Vecchio conferma che il PdSUD e il FNS hanno intrapreso un comune percorso politico, già a partire dalle elezioni del Senato del 13 e 14 Aprile, per promuovere la rinascita culturale, economica, sociale ed identitaria della Sicilia e per dare alla nostra Terra la dignità di Nazione all'interno di una Europa federalista di Stati-Regione.
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Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD ,esprime piena condivisione con la posizione del FNS (Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente), in merito alla proposta del PdSud di promuovere una Provincia Autonoma di Catania. La proposta era nata dalla necessità di dare maggiore valore al grande patrimonio di risorse che il territorio provinciale esprime ma che, purtroppo, non si trasforma in benessere per la comunità. Tuttavia la posizione contraria dell'FNS merita attenzione e rispetto e perciò sarà successivamente oggetto di un confronto più approfondito. Erasmo Vecchio conferma che il PdSUD e il FNS hanno intrapreso un comune percorso politico, già a partire dalle elezioni del Senato del 13 e 14 Aprile, per promuovere la rinascita culturale, economica, sociale ed identitaria della Sicilia e per dare alla nostra Terra la dignità di Nazione all'interno di una Europa federalista di Stati-Regione.

PEPPINO IMPASTATO UNA VITA CONTRO LA MAFIA

Giuseppe Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) è stato un attivista e giornalista italiano per le sue lotte è stato assassinato dalla mafia .





« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. »
(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)




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Giuseppe Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) è stato un attivista e giornalista italiano per le sue lotte è stato assassinato dalla mafia .





« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. »
(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)




giovedì 8 maggio 2008

MPA : NON PERVENUTO !!


GOVERNO BERLUSCONI

I 12 ministri con portafoglio sono:

Franco Frattini agli Esteri,
Roberto Maroni all'Interno,
Angelino Alfano alla Giustizia,
Ignazio La Russa alla Difesa,
Giulio Tremonti all'Economia e finanze,
Claudio Scajola allo Sviluppo economico,
Luca Zaia all'Agricoltura,
Stefania Prestigiacomo all'Ambiente,
Altero Matteoli alle Infrastrutture,
Maurizio Sacconi al Welfare,
Sandro Bondi ai Beni culturali,
Maria Stella Gelmini alla Istruzione e università.

Gli altri nove membri dell'esecutivo senza portafoglio sono:

Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.
Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento,
Umberto Bossi alla Riforma federale,
Roberto Calderoli alla Semplificazione,
Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni,
Mara Carfagna alle Pari Opportunità,
Renato Brunetta alla Funzione pubblica,
Gianfranco Rotondi all'Attuazione del programma,
Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie.
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GOVERNO BERLUSCONI

I 12 ministri con portafoglio sono:

Franco Frattini agli Esteri,
Roberto Maroni all'Interno,
Angelino Alfano alla Giustizia,
Ignazio La Russa alla Difesa,
Giulio Tremonti all'Economia e finanze,
Claudio Scajola allo Sviluppo economico,
Luca Zaia all'Agricoltura,
Stefania Prestigiacomo all'Ambiente,
Altero Matteoli alle Infrastrutture,
Maurizio Sacconi al Welfare,
Sandro Bondi ai Beni culturali,
Maria Stella Gelmini alla Istruzione e università.

Gli altri nove membri dell'esecutivo senza portafoglio sono:

Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.
Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento,
Umberto Bossi alla Riforma federale,
Roberto Calderoli alla Semplificazione,
Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni,
Mara Carfagna alle Pari Opportunità,
Renato Brunetta alla Funzione pubblica,
Gianfranco Rotondi all'Attuazione del programma,
Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie.

 
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