martedì 7 marzo 2023

SI STRUTTURA CON LA NOMINA DEI COORDINATORI NAZIONALI IL “FRONTE MERIDIONALISTA - LA RISCOSSA DEL SUD”

 -Comunicato Stampa-

Dopo la nascita, nel gennaio scorso e  l’interesse suscitato, da Sud a Nord del Paese, il Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud,  spazio di convergenze tra soggettività politiche, culturali e sociali meridionaliste, quale forza unitaria critica autonoma e progressista di matrice gramsciana, che rappresenta un reale salto di qualità nella costruzione di una alternativa meridionalista, nel corso di una partecipata riunione svoltasi fra le componenti, Partito del Sud, Associazione Culturale Carta di Venosa, Comitato G. Salvemini e SudLab per la Riscossa del Sud, si è deciso di procedere con la nomina di due Coordinatori Nazionali, individuati all’unanimità dei presenti in  Natale Cuccurese e Loredana Marino, che nei prossimi giorni sottoporranno alle soggettività presenti la proposta di strutturazione organizzativa del Fronte.

Un secondo passo importante dopo la diffusione Manifesto d'azione rivolto al riscatto del Sud, sottoscritto già da tanti cittadini e personalità della cultura e della società civile. Ricordiamo che questa alleanza è aperta a tutti cittadini e cittadine e a tutte quelle soggettività meridionaliste che vorranno partecipare, nel rispetto della propria autonomia e a pari condizioni, perché l'obiettivo che ci poniamo è una convergente iniziativa politica frutto di una reale democrazia partecipativa.

Tra le prossime iniziative condivise l’invio di una lettera aperta a tutti i sindaci d'Italia.

Per il Fronte Meridionalista-La riscossa del Sud

Loredana Marino, Natale Cuccurese, Antonio Bianco, Nicola Manfredelli

 

Per adesioni e informazioni scrivere: frontemeridionalista@gmail.it




 

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 -Comunicato Stampa-

Dopo la nascita, nel gennaio scorso e  l’interesse suscitato, da Sud a Nord del Paese, il Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud,  spazio di convergenze tra soggettività politiche, culturali e sociali meridionaliste, quale forza unitaria critica autonoma e progressista di matrice gramsciana, che rappresenta un reale salto di qualità nella costruzione di una alternativa meridionalista, nel corso di una partecipata riunione svoltasi fra le componenti, Partito del Sud, Associazione Culturale Carta di Venosa, Comitato G. Salvemini e SudLab per la Riscossa del Sud, si è deciso di procedere con la nomina di due Coordinatori Nazionali, individuati all’unanimità dei presenti in  Natale Cuccurese e Loredana Marino, che nei prossimi giorni sottoporranno alle soggettività presenti la proposta di strutturazione organizzativa del Fronte.

Un secondo passo importante dopo la diffusione Manifesto d'azione rivolto al riscatto del Sud, sottoscritto già da tanti cittadini e personalità della cultura e della società civile. Ricordiamo che questa alleanza è aperta a tutti cittadini e cittadine e a tutte quelle soggettività meridionaliste che vorranno partecipare, nel rispetto della propria autonomia e a pari condizioni, perché l'obiettivo che ci poniamo è una convergente iniziativa politica frutto di una reale democrazia partecipativa.

Tra le prossime iniziative condivise l’invio di una lettera aperta a tutti i sindaci d'Italia.

Per il Fronte Meridionalista-La riscossa del Sud

Loredana Marino, Natale Cuccurese, Antonio Bianco, Nicola Manfredelli

 

Per adesioni e informazioni scrivere: frontemeridionalista@gmail.it




 

lunedì 6 marzo 2023

Partito del Sud/Fronte meridionalista: “Alle sue parole d’ordine, la sinistra popolare aggiunga meridionalista”



Presso la prestigiosa Fondazione Mediterraneo di Napoli presieduta da Michele Capasso, sabato scorso si è tenuta un’assemblea pubblica di grande spessore politico-culturale sul tema: “Dal meridionalismo storico all’autonomia differenziata”.

L’assemblea è stata promossa dal Partito del Sud in collaborazione con il Fronte meridionalista e Lab-Sud.

Il tema centrale – ha osservato Antonio Luongo del Fronte meridionalista – è stato la mai risolta questione meridionale. Insieme al Partito del Sud proviamo a tenere i riflettori accesi sulla vicenda da sempre, ancora di più ora che Calderoli e la Lega stanno per assestare un colpo mortale all’unità di Italia, ai diritti e alle possibilità economiche e sociali del Sud”.

Sul palco – ha proseguito Lungo – si sono alternati tanti e importanti contributi come quelli di Paola Nugnes, di Loredana Marino di Laboratorio Sud, del professor Sergio Marotta, di Enrico Panini, ex assessore e ex vicesindaco del Comune di Napoli. Non ultimo l’intervento di Peppe de Cristofaro, senatore di Sinistra Italiana”.

In particolare è fondamentale sottolineare – ha concluso il dinamico dirigente meridionalista flegreo – come certi eventi siano essenziali per costruire un percorso di unità politico culturale a sinistra. A questo scopo prendo in prestito le parole di Natale Cuccurese: L’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista deve aggiungere meridionalista’”.

Fonte: VesuvianoNews articolo di Salvatore Lucchese



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Presso la prestigiosa Fondazione Mediterraneo di Napoli presieduta da Michele Capasso, sabato scorso si è tenuta un’assemblea pubblica di grande spessore politico-culturale sul tema: “Dal meridionalismo storico all’autonomia differenziata”.

L’assemblea è stata promossa dal Partito del Sud in collaborazione con il Fronte meridionalista e Lab-Sud.

Il tema centrale – ha osservato Antonio Luongo del Fronte meridionalista – è stato la mai risolta questione meridionale. Insieme al Partito del Sud proviamo a tenere i riflettori accesi sulla vicenda da sempre, ancora di più ora che Calderoli e la Lega stanno per assestare un colpo mortale all’unità di Italia, ai diritti e alle possibilità economiche e sociali del Sud”.

Sul palco – ha proseguito Lungo – si sono alternati tanti e importanti contributi come quelli di Paola Nugnes, di Loredana Marino di Laboratorio Sud, del professor Sergio Marotta, di Enrico Panini, ex assessore e ex vicesindaco del Comune di Napoli. Non ultimo l’intervento di Peppe de Cristofaro, senatore di Sinistra Italiana”.

In particolare è fondamentale sottolineare – ha concluso il dinamico dirigente meridionalista flegreo – come certi eventi siano essenziali per costruire un percorso di unità politico culturale a sinistra. A questo scopo prendo in prestito le parole di Natale Cuccurese: L’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista deve aggiungere meridionalista’”.

Fonte: VesuvianoNews articolo di Salvatore Lucchese



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domenica 5 marzo 2023

AUTONOMIA DIFFERENZIATA. IMMAGINI DALL' ASSEMBLEA DEL PARTITO DEL SUD A NAPOLI IL 4 MARZO 2023 - DAL MERIDIONALISMO STORICO ALL' AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Ottima, partecipata e riuscita assemblea, sabato 4 marzo 2023 nella prestigiosa sede della Fondazione Mediterraneo a Napoli, dal titolo “Dal Meridionalismo storico all’Autonomia differenziata”, organizzata dal Partito del Sud sui rischi di tenuta democratica e territoriale conseguenti al “Ddl Calderoli”, il cosiddetto decreto “spacca Italia”, che segna, di fatto, la secessione dei ricchi dal resto del Paese, da parte delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Il disegno di legge Calderoli sull’Autonomia Differenziata, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, ha effetti che potrebbero rivelarsi disastrosi non soltanto per il Sud, definitivamente condannato ad una condizione insostenibile di divari e disuguaglianze, ma per l’intero Paese viste le privatizzazioni che comporta, con conseguente rottura della coesione sociale e territoriale, fino ad arrivare alla modifica dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Dopo i saluti di Michele Capasso, Presidente della Fondazione Mediterraneo, che ringraziamo, e l’apertura lavori a cura di Antonio Luongo, Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud, sono seguti gli interesanti interventi di Enrico Panini, già Vicesindaco di Napoli, del Senatore Peppe de Cristofaro, di Sinistra Italiana, Valentino Romano, scrittore meridionalista, Giovanni Russo Spena, Giurista democratico, Sergio Marotta, Professore universitario UNISOB, Giacomo De Angelis, della Segreteria Nazionale PCI, Paola Nugnes, per il Coordinamento Metropolitano di Napoli NO Autonomia Differenziata, Franco Bartolomei, Segretario Nazionale Risorgimento Socialista.

L’incontro organizzato in collaborazione con il Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud e il Laboratorio del Sud ha visto inoltre la partecipazione dei rappresentanti di queste soggettività, da Nicola Manfredelli, della Carta di Venosa, a Loredana Marino del Laboratorio la Riscossa del Sud a Salvatore Lucchese, del Comitato G. Salvemini.

I lavori sono stati conclusi da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, che ha dichiarato:

“l’Assemblea si è resa necessaria per ricordare che il meridionalismo non è una corrente politica, ma è semplicemente un'attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla Questione Meridionale al fine di risolverla. Ecco perché se la sinistra non mira a risolvere le differenze e discriminazioni territoriali è tutto tranne che una sinistra credibile. Sono convinto – ha concluso Cuccurese - che per costruire l’alternativa popolare di sinistra, alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisognerebbe finalmente aggiungere anche meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un “razzismo di Stato” che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. A tal fine è giusto ripartire dalla lezione dei grandi meridionalisti”.

 

A conclusione della mattinata di dibattito e approfondimento tutti partecipanti si sono dimostrati concordi nel proseguire l'impegno, ognuno per le proprie responsabilità e competenze, volto a scongiurare l’attuazione di un provvedimento che potrebbe precludere l’unità e le prospettive di progresso dell’intero Paese.






















 





 







 

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Ottima, partecipata e riuscita assemblea, sabato 4 marzo 2023 nella prestigiosa sede della Fondazione Mediterraneo a Napoli, dal titolo “Dal Meridionalismo storico all’Autonomia differenziata”, organizzata dal Partito del Sud sui rischi di tenuta democratica e territoriale conseguenti al “Ddl Calderoli”, il cosiddetto decreto “spacca Italia”, che segna, di fatto, la secessione dei ricchi dal resto del Paese, da parte delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Il disegno di legge Calderoli sull’Autonomia Differenziata, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, ha effetti che potrebbero rivelarsi disastrosi non soltanto per il Sud, definitivamente condannato ad una condizione insostenibile di divari e disuguaglianze, ma per l’intero Paese viste le privatizzazioni che comporta, con conseguente rottura della coesione sociale e territoriale, fino ad arrivare alla modifica dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Dopo i saluti di Michele Capasso, Presidente della Fondazione Mediterraneo, che ringraziamo, e l’apertura lavori a cura di Antonio Luongo, Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud, sono seguti gli interesanti interventi di Enrico Panini, già Vicesindaco di Napoli, del Senatore Peppe de Cristofaro, di Sinistra Italiana, Valentino Romano, scrittore meridionalista, Giovanni Russo Spena, Giurista democratico, Sergio Marotta, Professore universitario UNISOB, Giacomo De Angelis, della Segreteria Nazionale PCI, Paola Nugnes, per il Coordinamento Metropolitano di Napoli NO Autonomia Differenziata, Franco Bartolomei, Segretario Nazionale Risorgimento Socialista.

L’incontro organizzato in collaborazione con il Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud e il Laboratorio del Sud ha visto inoltre la partecipazione dei rappresentanti di queste soggettività, da Nicola Manfredelli, della Carta di Venosa, a Loredana Marino del Laboratorio la Riscossa del Sud a Salvatore Lucchese, del Comitato G. Salvemini.

I lavori sono stati conclusi da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, che ha dichiarato:

“l’Assemblea si è resa necessaria per ricordare che il meridionalismo non è una corrente politica, ma è semplicemente un'attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla Questione Meridionale al fine di risolverla. Ecco perché se la sinistra non mira a risolvere le differenze e discriminazioni territoriali è tutto tranne che una sinistra credibile. Sono convinto – ha concluso Cuccurese - che per costruire l’alternativa popolare di sinistra, alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisognerebbe finalmente aggiungere anche meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un “razzismo di Stato” che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. A tal fine è giusto ripartire dalla lezione dei grandi meridionalisti”.

 

A conclusione della mattinata di dibattito e approfondimento tutti partecipanti si sono dimostrati concordi nel proseguire l'impegno, ognuno per le proprie responsabilità e competenze, volto a scongiurare l’attuazione di un provvedimento che potrebbe precludere l’unità e le prospettive di progresso dell’intero Paese.






















 





 







 

È nato il Fronte meridionalista. Per la riscossa civile del Sud


Fonte : Left


Di Natale Cuccurese

Un’aggregazione di forze di orientamento progressista e radicale ha proposto un proprio manifesto per reagire alle derive secessioniste e discriminatorie (dalla scuola alla sanità e al lavoro) ai danni dei cittadini del Mezzogiorno

L’Italia dovrebbe essere un solo Paese, ma ha due scuole diverse, come messo in evidenza da Svimez, per quanto riguarda l’offerta educativa. Si riscontra una sottrazione di formazione di 200 ore circa all’anno in meno per i bambini di quei cittadini che risiedono al Sud: sui soli 5 anni di scuola elementare significa perdere ben un anno di formazione e data la mancanza di infrastrutture, tempo pieno, risorse, con una percentuale di scuole senza mensa (80%) e palestra (83%), si riscontra anche una peggiore alimentazione, soprattutto per i figli delle classi sociali più deboli, e una maggiore incidenza dell’obesità e del sovrappeso per i bambini del Mezzogiorno (40% contro una media nazionale del 29%). Una differenza data principalmente dai diversi finanziamenti statali che al Sud al momento si basano ancora sulla spesa storica. Nel Mezzogiorno così tra il 2015 e il 2020, si sono persi 250mila studenti, mentre nel Centro Nord il calo è -75mila. A cui si aggiunge un crollo negli investimenti nella scuola che al Sud ha toccato il -30%. Il tutto in violazione dell’art. 34 della Costituzione.

Così due studenti su tre al Sud hanno competenze inadeguate per affrontare il mondo del lavoro o lo studio universitario! Si tratta di un’emergenza enorme, che dovrebbe vedere l’intero Paese impegnato in un’azione a favore della scuola, da cui dipende il futuro dell’Italia. La stessa annosa “questione meridionale” non può essere risolta se non si risolve il “problema scuola”. Infatti, dove c’è “povertà educativa” c’è “povertà economica”, l’una alimenta l’altra. Come se non bastasse gli atenei del Mezzogiorno, più colpiti dal calo demografico in atto e meno capaci di attrarre studenti per la scarsità di fondi, sembrano essere condannati a perdere iscritti, con una dinamica che diviene via via più pesante, al punto da mettere a rischio la stessa sussistenza di alcune Università
Anche per queste situazioni, unite alla cronica mancanza di lavoro, in base ai dati Istat diffusi pochi giorni fa, dal 2012 al 2021 sono emigrati 1 milione e 138 mila abitanti del Mezzogiorno. Negli ultimi 10 anni oltre 43 mila giovani laureati sono emigrati dal Mezzogiorno in cerca di un futuro migliore.

Nessuna risposta giunge dal governo Meloni, così come dai governi precedenti, a questa ennesima emergenza, anzi si procede speditamente con l’Autonomia differenziata proposta dal ministro Calderoli. È lo stesso Calderoli che nel 2006, dichiarava che Napoli è «una fogna che va bonificata. Infestata da topi, da eliminare con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano…. Qualsiasi trasferimento di risorse a questa città, che rappresenta un insulto del paese intero, sarebbe assurdo e ingiustificato».

Parola mantenuta per quanto riguarda il blocco del trasferimento di risorse a Napoli e a tutto il Mezzogiorno, dato che la Lega si è molto spesa in questi ultimi anni al proposito, come dimostra la sottrazione continua di fondi dal 2000 al 2017, certificato da Eurispes nel 2020 in ben 840 miliardi di euro e mai smentita, sottrazione dai fondi spettanti in base ad una equa ripartizione basata sulla sola percentuale di popolazione residente (34%). Cifra che aggiornata al 2022 supera i 1000 miliardi. Se pensiamo che il Pnrr, con i suoi 191,5 miliardi di euro, è decantato da due anni da politici e media nazionali come panacea per far ripartire l’intera Italia è facile capire il livello incredibile di sottrazione, che è diventata una vera e propria rapina, che si è prodotta nell’ultimo ventennio da parte dei vari governi che si sono succeduti dal 2000 ad oggi nei confronti dei territori del Mezzogiorno. Territori ampiamente sottofinanziati, a favore di quelle Regioni del Nord, la cosiddetta “Locomotiva”, i cui politici ora hanno anche il coraggio non solo di dichiararsi virtuosi, coi soldi degli altri, ma anche di negare ogni solidarietà nazionale grazie alla recente approvazione dell’Autonomia differenziata di Calderoli, ottenuta con la sponda offerta dai sovranisti (senza sovranità) di Meloni e ai “protoleghisti” emiliani guidati da Bonaccini.

Così anche una certa “sinistra” considera ordine naturale delle cose (antropologico) mettere il Nord sopra e il Sud sotto. È quella “sinistra” che negli ultimi anni non parla più di questione meridionale sostituendola con una inesistente questione settentrionale, scimmiottando la Lega dei tempi di Bossi. Questo ci dovrebbe far capire che per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisognerebbe finalmente aggiungere anche meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un razzismo di Stato che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile.

Il meridionalismo infatti non è una corrente politica, ma è semplicemente un’attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla Questione meridionale al fine di risolverla. Ecco perché se la sinistra non mira a risolvere le differenze e discriminazioni territoriali è automaticamente protoleghista. Com’è infatti quella capitanata da Bonaccini che, al momento, dato l’avvicinarsi del Congresso Pd assume toni rassicuranti sull’Autonomia differenziata, forse per fare passare in secondo piano che con le leghiste Lombardia e Veneto Bonaccini ha costituito da tempo un “asse”, anche per materie delicate. Non a caso la Segreteria Cgil regionale dell’Emilia-Romagna ha dichiarato pochi giorni fa: «Suona un po’ strano oggi leggere che il presidente della Regione Emilia-Romagna dichiari quella bozza essere irricevibile e che invochi la mobilitazione senza fare nessuna autocritica rispetto a scelte sbagliate e dannose che hanno contribuito ad alimentare questo inutile dibattito». Risulta evidente che sull’Autonomia differenziata è Bonaccini, da sempre, il migliore alleato della Lega.

In questo quadro scoraggiante giunge la proposta, fra il detto e il non detto, parte di Bonomi di Confindustria, di spostare i fondi del Pnrr non utilizzati a favore delle industrie. Quali sono questi fondi? In una intervista dei giorni scorsi Bonomi lo dice chiaramente cioè spostare fondi (dal Sud), così come già fatto nel 2020 (sottrassero i Fondi Sviluppo Coesione) durante l’emergenza Covid, tanto i parlamentari del Sud (tranne poche eccezioni) non protestano e più che i territori difendono la loro personale posizione all’interno dei partiti nazionali nordcentrici. È il problema, già sottolineato da anni anche su Left, di un Sud senza reale rappresentanza autonoma e a schiena dritta.

Come già scritto più volte, dopo un ventennio di tagli e di spending review, i Comuni, in stragrande maggioranza del Sud, non hanno tecnici a differenza dei territori della “Locomotiva”, e non per colpa loro visto i minori trasferimenti statali al Sud, e di conseguenza perderanno i fondi del Pnrr (trasferiti principalmente del Nord), col consenso di tutti o quasi i partiti in Parlamento. Così anche questi fondi che dovevano servire a iniziare a ridurre le diseguaglianze fra le due parti del Paese, come indicato dalla Ue, saranno intercettati dalle Regioni del Nord, come richiesto già un anno fa da Sala & Fontana. Detto che questo Pnrr per il Sud assume sempre più i connotati di una vera e propria “truffa”, visto che, a fronte di percentuali sempre minori di fondi che dovrebbero arrivare sui territori, il Mezzogiorno dovrà restituire con le tasse la stessa percentuale, del prestito rilevante ricevuto dalla Ue, delle aree più ricche, che stanno per intercettare e beneficiare della stragrande maggioranza dei fondi. Il tutto ovviamente graverà pro quota sulle tasche dei cittadini.

Singolare coincidenza negli stessi giorni dell’appello di Bonomi la Corte dei Conti ha lanciato l’allarme sui ritardi nella spesa delle risorse e sulla qualità degli investimenti. La pandemia Covid-19 prima e la crisi generata dalla guerra in Ucraina dopo, infatti hanno aumentato il gap tra Nord e Sud ed è per questo motivo che i fondi di Sviluppo e coesione andrebbero spesi subito, destinando realmente quell’80% di risorse riservate al Mezzogiorno. Il richiamo si trova spulciando le 647 pagine della Relazione annuale 2022 sui rapporti finanziari Italia/Ue e sull’utilizzo dei fondi europei della Corte dei Conti: i magistrati, non solo sono preoccupati per i ritardi nella spesa ma anche per la qualità degli investimenti. Un problema che se saranno seguite le direttive di cui sopra ben presto non sarà più da affrontare semplicemente perché i Fondi saranno stati, come già più e più volte in passato dirottati ancora una volta.

Anche sulla sanità la situazione è drammatica lo documenta l’ultimo rapporto Gimbe. Che mette in rilievo come ci sono sempre più giovani medici al Nord e sempre meno al Sud. C’è un aspetto che, tra le istanze «eversive» segnalate dal Gimbe sul progetto di autonomia differenziata voluto dalla Lega, preoccupa più degli altri cioè il rischio che alla «fuga» dei pazienti in cerca di cure verso il Settentrione, un vero e proprio esodo che, secondo la fondazione guidata da Cartabellotta, è costato al Mezzogiorno 14 miliardi di euro in dieci anni, si accompagni un’ulteriore diaspora. Quella dei giovani medici in formazione. In altre parole, gli specialisti del prossimo futuro, spesso utilizzati già nel presente dalle aziende sanitarie per far fronte alle carenze di organico degli ospedali. Professionisti che un domani tutt’altro che remoto, per le associazioni di categoria, potrebbero vedersi costretti a migrare verso Nord, attratti dalla maggiore disponibilità di borse di studio e dalle migliori condizioni di lavoro. A cominciare dalla busta paga.
Così grazie alle proposte di gabbie salariali e didattica differenziata, a partire da storia e italiano, con la scuola e il Servizio sanitario arlecchino in arrivo con l’Autonomia differenziata, il rischio concreto che si sta delineando è quello di frantumare l’unità nazionale,

[Anche per fare fronte comune, creare una massa critica attiva e per opporsi a queste derive secessioniste e discriminatorie è nato nelle settimane scorse il Fronte meridionalista- La riscossa del Sud, un’aggregazione di forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale promossa dal Partito del Sud, dalla Carta di Venosa, dal Laboratorio per la Riscossa del Sud e dal Comitato “G. Salvemini”. Che ha proposto un suo Manifesto in dieci punti per un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza. Donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.]

Coglierà l’opportunità la sinistra al momento silente o complice per cercare di iniziare ad invertire la prospettiva geografica? Su questa domanda si giocherà nei prossimi mesi la possibilità di proporre una alternativa concreta all’attuale governo e a quelle pratiche consociative che da troppo tempo stanno relegando le proposte di sinistra nel fastidioso recinto dei vinti.

L’autore: Natale Cuccurese è presidente del Partito del Sud

In apertura illustrazione di Fabio Magnasciutti

Per approfondire leggi il libro di Left Lezioni meridionali. Il Sud di oggi e di ieri. Temi e percorsi.

Fonte : Left





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Fonte : Left


Di Natale Cuccurese

Un’aggregazione di forze di orientamento progressista e radicale ha proposto un proprio manifesto per reagire alle derive secessioniste e discriminatorie (dalla scuola alla sanità e al lavoro) ai danni dei cittadini del Mezzogiorno

L’Italia dovrebbe essere un solo Paese, ma ha due scuole diverse, come messo in evidenza da Svimez, per quanto riguarda l’offerta educativa. Si riscontra una sottrazione di formazione di 200 ore circa all’anno in meno per i bambini di quei cittadini che risiedono al Sud: sui soli 5 anni di scuola elementare significa perdere ben un anno di formazione e data la mancanza di infrastrutture, tempo pieno, risorse, con una percentuale di scuole senza mensa (80%) e palestra (83%), si riscontra anche una peggiore alimentazione, soprattutto per i figli delle classi sociali più deboli, e una maggiore incidenza dell’obesità e del sovrappeso per i bambini del Mezzogiorno (40% contro una media nazionale del 29%). Una differenza data principalmente dai diversi finanziamenti statali che al Sud al momento si basano ancora sulla spesa storica. Nel Mezzogiorno così tra il 2015 e il 2020, si sono persi 250mila studenti, mentre nel Centro Nord il calo è -75mila. A cui si aggiunge un crollo negli investimenti nella scuola che al Sud ha toccato il -30%. Il tutto in violazione dell’art. 34 della Costituzione.

Così due studenti su tre al Sud hanno competenze inadeguate per affrontare il mondo del lavoro o lo studio universitario! Si tratta di un’emergenza enorme, che dovrebbe vedere l’intero Paese impegnato in un’azione a favore della scuola, da cui dipende il futuro dell’Italia. La stessa annosa “questione meridionale” non può essere risolta se non si risolve il “problema scuola”. Infatti, dove c’è “povertà educativa” c’è “povertà economica”, l’una alimenta l’altra. Come se non bastasse gli atenei del Mezzogiorno, più colpiti dal calo demografico in atto e meno capaci di attrarre studenti per la scarsità di fondi, sembrano essere condannati a perdere iscritti, con una dinamica che diviene via via più pesante, al punto da mettere a rischio la stessa sussistenza di alcune Università
Anche per queste situazioni, unite alla cronica mancanza di lavoro, in base ai dati Istat diffusi pochi giorni fa, dal 2012 al 2021 sono emigrati 1 milione e 138 mila abitanti del Mezzogiorno. Negli ultimi 10 anni oltre 43 mila giovani laureati sono emigrati dal Mezzogiorno in cerca di un futuro migliore.

Nessuna risposta giunge dal governo Meloni, così come dai governi precedenti, a questa ennesima emergenza, anzi si procede speditamente con l’Autonomia differenziata proposta dal ministro Calderoli. È lo stesso Calderoli che nel 2006, dichiarava che Napoli è «una fogna che va bonificata. Infestata da topi, da eliminare con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano…. Qualsiasi trasferimento di risorse a questa città, che rappresenta un insulto del paese intero, sarebbe assurdo e ingiustificato».

Parola mantenuta per quanto riguarda il blocco del trasferimento di risorse a Napoli e a tutto il Mezzogiorno, dato che la Lega si è molto spesa in questi ultimi anni al proposito, come dimostra la sottrazione continua di fondi dal 2000 al 2017, certificato da Eurispes nel 2020 in ben 840 miliardi di euro e mai smentita, sottrazione dai fondi spettanti in base ad una equa ripartizione basata sulla sola percentuale di popolazione residente (34%). Cifra che aggiornata al 2022 supera i 1000 miliardi. Se pensiamo che il Pnrr, con i suoi 191,5 miliardi di euro, è decantato da due anni da politici e media nazionali come panacea per far ripartire l’intera Italia è facile capire il livello incredibile di sottrazione, che è diventata una vera e propria rapina, che si è prodotta nell’ultimo ventennio da parte dei vari governi che si sono succeduti dal 2000 ad oggi nei confronti dei territori del Mezzogiorno. Territori ampiamente sottofinanziati, a favore di quelle Regioni del Nord, la cosiddetta “Locomotiva”, i cui politici ora hanno anche il coraggio non solo di dichiararsi virtuosi, coi soldi degli altri, ma anche di negare ogni solidarietà nazionale grazie alla recente approvazione dell’Autonomia differenziata di Calderoli, ottenuta con la sponda offerta dai sovranisti (senza sovranità) di Meloni e ai “protoleghisti” emiliani guidati da Bonaccini.

Così anche una certa “sinistra” considera ordine naturale delle cose (antropologico) mettere il Nord sopra e il Sud sotto. È quella “sinistra” che negli ultimi anni non parla più di questione meridionale sostituendola con una inesistente questione settentrionale, scimmiottando la Lega dei tempi di Bossi. Questo ci dovrebbe far capire che per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisognerebbe finalmente aggiungere anche meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un razzismo di Stato che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile.

Il meridionalismo infatti non è una corrente politica, ma è semplicemente un’attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla Questione meridionale al fine di risolverla. Ecco perché se la sinistra non mira a risolvere le differenze e discriminazioni territoriali è automaticamente protoleghista. Com’è infatti quella capitanata da Bonaccini che, al momento, dato l’avvicinarsi del Congresso Pd assume toni rassicuranti sull’Autonomia differenziata, forse per fare passare in secondo piano che con le leghiste Lombardia e Veneto Bonaccini ha costituito da tempo un “asse”, anche per materie delicate. Non a caso la Segreteria Cgil regionale dell’Emilia-Romagna ha dichiarato pochi giorni fa: «Suona un po’ strano oggi leggere che il presidente della Regione Emilia-Romagna dichiari quella bozza essere irricevibile e che invochi la mobilitazione senza fare nessuna autocritica rispetto a scelte sbagliate e dannose che hanno contribuito ad alimentare questo inutile dibattito». Risulta evidente che sull’Autonomia differenziata è Bonaccini, da sempre, il migliore alleato della Lega.

In questo quadro scoraggiante giunge la proposta, fra il detto e il non detto, parte di Bonomi di Confindustria, di spostare i fondi del Pnrr non utilizzati a favore delle industrie. Quali sono questi fondi? In una intervista dei giorni scorsi Bonomi lo dice chiaramente cioè spostare fondi (dal Sud), così come già fatto nel 2020 (sottrassero i Fondi Sviluppo Coesione) durante l’emergenza Covid, tanto i parlamentari del Sud (tranne poche eccezioni) non protestano e più che i territori difendono la loro personale posizione all’interno dei partiti nazionali nordcentrici. È il problema, già sottolineato da anni anche su Left, di un Sud senza reale rappresentanza autonoma e a schiena dritta.

Come già scritto più volte, dopo un ventennio di tagli e di spending review, i Comuni, in stragrande maggioranza del Sud, non hanno tecnici a differenza dei territori della “Locomotiva”, e non per colpa loro visto i minori trasferimenti statali al Sud, e di conseguenza perderanno i fondi del Pnrr (trasferiti principalmente del Nord), col consenso di tutti o quasi i partiti in Parlamento. Così anche questi fondi che dovevano servire a iniziare a ridurre le diseguaglianze fra le due parti del Paese, come indicato dalla Ue, saranno intercettati dalle Regioni del Nord, come richiesto già un anno fa da Sala & Fontana. Detto che questo Pnrr per il Sud assume sempre più i connotati di una vera e propria “truffa”, visto che, a fronte di percentuali sempre minori di fondi che dovrebbero arrivare sui territori, il Mezzogiorno dovrà restituire con le tasse la stessa percentuale, del prestito rilevante ricevuto dalla Ue, delle aree più ricche, che stanno per intercettare e beneficiare della stragrande maggioranza dei fondi. Il tutto ovviamente graverà pro quota sulle tasche dei cittadini.

Singolare coincidenza negli stessi giorni dell’appello di Bonomi la Corte dei Conti ha lanciato l’allarme sui ritardi nella spesa delle risorse e sulla qualità degli investimenti. La pandemia Covid-19 prima e la crisi generata dalla guerra in Ucraina dopo, infatti hanno aumentato il gap tra Nord e Sud ed è per questo motivo che i fondi di Sviluppo e coesione andrebbero spesi subito, destinando realmente quell’80% di risorse riservate al Mezzogiorno. Il richiamo si trova spulciando le 647 pagine della Relazione annuale 2022 sui rapporti finanziari Italia/Ue e sull’utilizzo dei fondi europei della Corte dei Conti: i magistrati, non solo sono preoccupati per i ritardi nella spesa ma anche per la qualità degli investimenti. Un problema che se saranno seguite le direttive di cui sopra ben presto non sarà più da affrontare semplicemente perché i Fondi saranno stati, come già più e più volte in passato dirottati ancora una volta.

Anche sulla sanità la situazione è drammatica lo documenta l’ultimo rapporto Gimbe. Che mette in rilievo come ci sono sempre più giovani medici al Nord e sempre meno al Sud. C’è un aspetto che, tra le istanze «eversive» segnalate dal Gimbe sul progetto di autonomia differenziata voluto dalla Lega, preoccupa più degli altri cioè il rischio che alla «fuga» dei pazienti in cerca di cure verso il Settentrione, un vero e proprio esodo che, secondo la fondazione guidata da Cartabellotta, è costato al Mezzogiorno 14 miliardi di euro in dieci anni, si accompagni un’ulteriore diaspora. Quella dei giovani medici in formazione. In altre parole, gli specialisti del prossimo futuro, spesso utilizzati già nel presente dalle aziende sanitarie per far fronte alle carenze di organico degli ospedali. Professionisti che un domani tutt’altro che remoto, per le associazioni di categoria, potrebbero vedersi costretti a migrare verso Nord, attratti dalla maggiore disponibilità di borse di studio e dalle migliori condizioni di lavoro. A cominciare dalla busta paga.
Così grazie alle proposte di gabbie salariali e didattica differenziata, a partire da storia e italiano, con la scuola e il Servizio sanitario arlecchino in arrivo con l’Autonomia differenziata, il rischio concreto che si sta delineando è quello di frantumare l’unità nazionale,

[Anche per fare fronte comune, creare una massa critica attiva e per opporsi a queste derive secessioniste e discriminatorie è nato nelle settimane scorse il Fronte meridionalista- La riscossa del Sud, un’aggregazione di forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale promossa dal Partito del Sud, dalla Carta di Venosa, dal Laboratorio per la Riscossa del Sud e dal Comitato “G. Salvemini”. Che ha proposto un suo Manifesto in dieci punti per un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza. Donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.]

Coglierà l’opportunità la sinistra al momento silente o complice per cercare di iniziare ad invertire la prospettiva geografica? Su questa domanda si giocherà nei prossimi mesi la possibilità di proporre una alternativa concreta all’attuale governo e a quelle pratiche consociative che da troppo tempo stanno relegando le proposte di sinistra nel fastidioso recinto dei vinti.

L’autore: Natale Cuccurese è presidente del Partito del Sud

In apertura illustrazione di Fabio Magnasciutti

Per approfondire leggi il libro di Left Lezioni meridionali. Il Sud di oggi e di ieri. Temi e percorsi.

Fonte : Left





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sabato 25 febbraio 2023

Fronte meridionalista, Cuccurese: “Sud, in arrivo la ‘truffa’ dei Lep”


Nonostante l’intensificarsi della mobilitazione contro l’autonomia regionale differenziata, il governo “sovranista” e “patriottico” guidato da Giorgia Meloni procede imperterrito verso la sua piena attuazione, che avvantaggerà ulteriormente il sistema-Nord a tutto discapito dei bisogni e dei diritti già ampiamente disattesi dei cittadini meridionali, e non solo meridionali.

Infatti, la cabina di regia per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) è stata affidata ai fedelissimi del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Come a questo proposito ha denunciato via social il Presidente del Partito del Sud e co-coordinatore del Fronte meridionalista Natale Cuccurese: “Autonomia, ai fedelissimi di Zaia i ruoli chiave per distribuire i fondi: nominata la commissione per i Lep. Il caso del tributarista Giovanardi, capo del portale “anti-Svimez” della Regione Veneto”.

Sono stati – ha specificato Cuccurese – gli uomini del Veneto nella trattativa con lo Stato per l’autonomia”, per poi concludere: “E adesso indosseranno anche la casacca di ‘consulenti’ del governo e della Cabina di regia voluta da Roberto Calderoli per definire i Lep validi per tutto il Paese”.

Fonte: Vesuvinonews-articolo di Salvatore Lucchese



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Nonostante l’intensificarsi della mobilitazione contro l’autonomia regionale differenziata, il governo “sovranista” e “patriottico” guidato da Giorgia Meloni procede imperterrito verso la sua piena attuazione, che avvantaggerà ulteriormente il sistema-Nord a tutto discapito dei bisogni e dei diritti già ampiamente disattesi dei cittadini meridionali, e non solo meridionali.

Infatti, la cabina di regia per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) è stata affidata ai fedelissimi del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Come a questo proposito ha denunciato via social il Presidente del Partito del Sud e co-coordinatore del Fronte meridionalista Natale Cuccurese: “Autonomia, ai fedelissimi di Zaia i ruoli chiave per distribuire i fondi: nominata la commissione per i Lep. Il caso del tributarista Giovanardi, capo del portale “anti-Svimez” della Regione Veneto”.

Sono stati – ha specificato Cuccurese – gli uomini del Veneto nella trattativa con lo Stato per l’autonomia”, per poi concludere: “E adesso indosseranno anche la casacca di ‘consulenti’ del governo e della Cabina di regia voluta da Roberto Calderoli per definire i Lep validi per tutto il Paese”.

Fonte: Vesuvinonews-articolo di Salvatore Lucchese



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mercoledì 22 febbraio 2023

DAL MERIDIONALISMO STORICO ALL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA - CONVEGNO ORGANIZZATO DAL PARTITO DEL SUD IL 4 MARZO A NAPOLI

 DAL MERIDIONALISMO STORICO ALL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Sabato 4 Marzo dalle ore 10.00

Napoli c/o Fondazione Mediterraneo, via Depretis 130
Organizzato dal Partito del Sud

in collaborazione con Fronte Meridionalista - La Riscossa del Sud e La riscossa del Sud. Laboratorio permanente







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 DAL MERIDIONALISMO STORICO ALL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Sabato 4 Marzo dalle ore 10.00

Napoli c/o Fondazione Mediterraneo, via Depretis 130
Organizzato dal Partito del Sud

in collaborazione con Fronte Meridionalista - La Riscossa del Sud e La riscossa del Sud. Laboratorio permanente







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giovedì 16 febbraio 2023

IL PARTITO DEL SUD INCONTRA IL FRONTE MERIDIONALISTA LA RISCOSSA DEL SUD - MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2023 ALLE ORE 20:00

 


Martedì 21 febbraio ore 20,00, dalla pagina fan del Partito del Sud (https://www.facebook.com/PdelSud)

Incontro/presentazione del Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud, un’aggregazione di forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale promossa dal Partito del Sud, dalla Carta di Venosa, dal Laboratorio per la Riscossa del Sud e dal Comitato “G. Salvemini”.
Che ha proposto un suo Manifesto in dieci punti per un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza. Donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.

Durante la diretta si potranno porre delle domande nei commenti

Evento Facebook: https://fb.me/e/4kdXJaXBB



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Martedì 21 febbraio ore 20,00, dalla pagina fan del Partito del Sud (https://www.facebook.com/PdelSud)

Incontro/presentazione del Fronte Meridionalista la Riscossa del Sud, un’aggregazione di forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale promossa dal Partito del Sud, dalla Carta di Venosa, dal Laboratorio per la Riscossa del Sud e dal Comitato “G. Salvemini”.
Che ha proposto un suo Manifesto in dieci punti per un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza. Donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.

Durante la diretta si potranno porre delle domande nei commenti

Evento Facebook: https://fb.me/e/4kdXJaXBB



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mercoledì 8 febbraio 2023

Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud

 


Un’ aggregazione di forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale promossa dal Partito del Sud, dalla Carta di Venosa, dal Laboratorio per la Riscossa del Sud e dal Comitato “G. Salvemini”.
Di seguito la versione integrale del suo “Manifesto”.
Manifesto del “Fronte meridionalista per la riscossa del Sud”
Noi che vogliamo un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza, siamo donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.
Noi che lottiamo contro l’idea di un Sud, territorio militarizzato, in cui i giovani sono considerati esercito di riserva, dentro un meridionalismo di scarto, e che viviamo in un territorio in cui le sue coste sono divenute frontiere mobili e le servitù militari rubano porzioni enormi di territorio a cittadini e cittadine, sappiamo che in queste nostre regioni meridionali d’Italia, i luoghi sono bellissimi, perché stracolmi di memorie e patrimoni culturali, ma privi di ricchezza economica e sociale.
Noi che sappiamo quanto questo Sud abbia lottato, oggi riteniamo necessario, nelle condizioni difficili del Mezzogiorno, costruire una convergenza di alternative contro ogni autonomia differenziata, un fronte meridionalista capace di rovesciare quel senso comune di passività di cui il Sud soffre, un fronte meridionalista che pone in sé la sfida teorica di avanzare culturalmente e politicamente sulla cartografia della questione meridionale gramsciana e dei Sud del mondo.
La nostra rivendicazione di un altro Sud è il conseguimento di diritti irrinunciabili
1. Diritto ad una qualità della vita uguale a quella delle altre regioni d’Italia.
2. Diritto ad un ambiente sano, con salvaguardia dei beni comuni, dell’acqua pubblica e delle fonti.
3. Diritto ad essere curati al meglio, senza distinzioni.
4. Diritto ad un lavoro stabile, tutelato dalla legge e a un reddito certo, per una esistenza dignitosa.
5. Diritto ad una abitazione che garantisca la dignità delle persone.
6. Diritto a una istruzione completa, che parta dall’asilo e che favorisca personalità consapevoli.
7. Diritto ad un sistema efficiente di mobilità pubblica.
8. Diritto all’accoglienza e all’inclusione come valori fondanti del vivere civile.
9. Diritto alla piena valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.
10. Diritto alla rappresentanza per il Mezzogiorno.
Diritti che sono la base di un programma di sviluppo per la popolazione di una intera area vasta.
Il “Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud”, nasce dunque, come luogo di convergenze tra soggettività politiche, culturali e sociali meridionaliste, per seminare forme di resistenza e di lotta contro le diseguaglianze per reddito di base e per la coesione solidale sancita dalla Costituzione contro il dilagare delle forze politiche antimeridionali. Il nostro modello di Fronte è molto distante da modelli secessionisti che si agitano da Nord a Sud.
La nostra ambizione e lavorare fianco a fianco con movimenti, associazioni, con la gente del Sud, uomini e donne impegnati da anni nelle dinamiche di lotta ambientali, sociali, per il lavoro, nel continuismo dicotomico capitale – vita, per rilanciare un meridionalismo classista di lotta di liberazione e di riscatto, in questo sud, il Mezzogiorno d’Italia, luogo di millenaria cultura euromediterranea, “ponte” del Mediterraneo di scambi di cooperazione, di pace e solidarietà e di prosperità di tutti i popoli che vi si affacciano.
Primi firmatari
Andrea Balia
Imma Barbarossa
Stanislao Balzamo
Antonio Bianco
Mario Bria
Luca Cangemi
Maria Rosaria Ciao
Massimo Cogliandro
Giovanni Colangelo
Natale Cuccurese
Giovanni Cutolo
Michele Dell’Edera
Anna D’Ascenzio
Emiddio de Franciscis di Casanova
Francesco Di Lieto
Ciro Esposito
Silvana Fumo
Tonia Guerra
Giuseppe Lipari
Maria Lubrano
Salvatore Lucchese
Antonio Luongo
Alessia Magliacane
Rino Malinconico
Nicola Manfredelli
Giovanni Maniscalco
Loredana Marino
Natale Mascolo
Domenico Metaponte
Francesco Musumeci
Enrico Panini
Bruno Pappalardo
Felicia Renna
Valentino Romano
Filippo Romeo
Gerardo Rosania
Antonio Rosato
Giovanni Russo Spena
Fabrizio Santarsiero
Luca Sardone
Valentino Simone
Giuseppe Spadafora
Simona Suriano
Massimiliano Vaccaro
Raffaele Vescera
Pasquale Voza

Per aderire scrivere a: frontemeridionalistards@gmail.com

oppure mandare un messaggio alla pagina Facebook del Fronte: https://www.facebook.com/profile.php?id=100089989936780


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Un’ aggregazione di forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale promossa dal Partito del Sud, dalla Carta di Venosa, dal Laboratorio per la Riscossa del Sud e dal Comitato “G. Salvemini”.
Di seguito la versione integrale del suo “Manifesto”.
Manifesto del “Fronte meridionalista per la riscossa del Sud”
Noi che vogliamo un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza, siamo donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.
Noi che lottiamo contro l’idea di un Sud, territorio militarizzato, in cui i giovani sono considerati esercito di riserva, dentro un meridionalismo di scarto, e che viviamo in un territorio in cui le sue coste sono divenute frontiere mobili e le servitù militari rubano porzioni enormi di territorio a cittadini e cittadine, sappiamo che in queste nostre regioni meridionali d’Italia, i luoghi sono bellissimi, perché stracolmi di memorie e patrimoni culturali, ma privi di ricchezza economica e sociale.
Noi che sappiamo quanto questo Sud abbia lottato, oggi riteniamo necessario, nelle condizioni difficili del Mezzogiorno, costruire una convergenza di alternative contro ogni autonomia differenziata, un fronte meridionalista capace di rovesciare quel senso comune di passività di cui il Sud soffre, un fronte meridionalista che pone in sé la sfida teorica di avanzare culturalmente e politicamente sulla cartografia della questione meridionale gramsciana e dei Sud del mondo.
La nostra rivendicazione di un altro Sud è il conseguimento di diritti irrinunciabili
1. Diritto ad una qualità della vita uguale a quella delle altre regioni d’Italia.
2. Diritto ad un ambiente sano, con salvaguardia dei beni comuni, dell’acqua pubblica e delle fonti.
3. Diritto ad essere curati al meglio, senza distinzioni.
4. Diritto ad un lavoro stabile, tutelato dalla legge e a un reddito certo, per una esistenza dignitosa.
5. Diritto ad una abitazione che garantisca la dignità delle persone.
6. Diritto a una istruzione completa, che parta dall’asilo e che favorisca personalità consapevoli.
7. Diritto ad un sistema efficiente di mobilità pubblica.
8. Diritto all’accoglienza e all’inclusione come valori fondanti del vivere civile.
9. Diritto alla piena valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.
10. Diritto alla rappresentanza per il Mezzogiorno.
Diritti che sono la base di un programma di sviluppo per la popolazione di una intera area vasta.
Il “Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud”, nasce dunque, come luogo di convergenze tra soggettività politiche, culturali e sociali meridionaliste, per seminare forme di resistenza e di lotta contro le diseguaglianze per reddito di base e per la coesione solidale sancita dalla Costituzione contro il dilagare delle forze politiche antimeridionali. Il nostro modello di Fronte è molto distante da modelli secessionisti che si agitano da Nord a Sud.
La nostra ambizione e lavorare fianco a fianco con movimenti, associazioni, con la gente del Sud, uomini e donne impegnati da anni nelle dinamiche di lotta ambientali, sociali, per il lavoro, nel continuismo dicotomico capitale – vita, per rilanciare un meridionalismo classista di lotta di liberazione e di riscatto, in questo sud, il Mezzogiorno d’Italia, luogo di millenaria cultura euromediterranea, “ponte” del Mediterraneo di scambi di cooperazione, di pace e solidarietà e di prosperità di tutti i popoli che vi si affacciano.
Primi firmatari
Andrea Balia
Imma Barbarossa
Stanislao Balzamo
Antonio Bianco
Mario Bria
Luca Cangemi
Maria Rosaria Ciao
Massimo Cogliandro
Giovanni Colangelo
Natale Cuccurese
Giovanni Cutolo
Michele Dell’Edera
Anna D’Ascenzio
Emiddio de Franciscis di Casanova
Francesco Di Lieto
Ciro Esposito
Silvana Fumo
Tonia Guerra
Giuseppe Lipari
Maria Lubrano
Salvatore Lucchese
Antonio Luongo
Alessia Magliacane
Rino Malinconico
Nicola Manfredelli
Giovanni Maniscalco
Loredana Marino
Natale Mascolo
Domenico Metaponte
Francesco Musumeci
Enrico Panini
Bruno Pappalardo
Felicia Renna
Valentino Romano
Filippo Romeo
Gerardo Rosania
Antonio Rosato
Giovanni Russo Spena
Fabrizio Santarsiero
Luca Sardone
Valentino Simone
Giuseppe Spadafora
Simona Suriano
Massimiliano Vaccaro
Raffaele Vescera
Pasquale Voza

Per aderire scrivere a: frontemeridionalistards@gmail.com

oppure mandare un messaggio alla pagina Facebook del Fronte: https://www.facebook.com/profile.php?id=100089989936780


 
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